luglio, na na na na

Cercare per due ore il passaporto, trovare solo quello vecchio, quello da tenere in ricordo perché ci ho la foto velata per l’Iran. Scaracchiare in tutte le lingue del mondo la litania di sempre, “devo pulire prima, devo essere più ordinata” come la brava bambina che ero dalle suore. Fare la gimkana nella margherita mentale “m’ama non m’ama” che diventa “non lo trovo, è un buon segno?, è un pessimo segno?”. Fingere che non m’importi, riempire sacchi di monnezza. Carta. Al limite del nervoso, con le lacrime di rabbia avere l’idea geniale. In frettissima, sotto il letto, la valigia di natale, due dollari, il cappello con le fasce di pelo per l’inverno, due dico due burro cacao alla frutta, la mappa del bus linea 55 e il Passaporto.

Passaporto di luglio, na na na nà

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12 pensieri su “luglio, na na na na

  1. in questi casi la calma è ciò che vince.
    pausa, magari una sigaretta fuori in veranda, pensarci rilassati e poi le cose sono SEMPRE nel primo posto a cui hai pensato, dove DOVEVANO essere, anche se la prima volta che le hai cercate lì non le hai trovate perché si erano nascoste.
    smonti tutta la casa e poi ti dici “ma DEVE essere lì” e infatti c’è … 😉
    coraggio Liz, non sei sola, siamo tutti così … 🙂

      1. quando scrivevo la tesi di laurea avevo scoperto il potere della pausa-sigaretta:
        decisamente le idee migliori mi venivano in quei momenti.
        parafrasando Le Corbusier la chiamavo la mia “machine à penser” … 😉

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