Posto da blocco

“oh, sì tra tre blocchi!”, “ce la fa a camminare per tre blocchi?”, queste le indicazioni. E allora cammino, il mio appartamento si trova là dove Robert st. si incrocia con la 4st. Facile: è un reticolo di strade che formano dei quadrati. Lato più lato più lato ed ecco il perimetro delle mie peregrinazioni. All’ingiù la 4, la 5, la 6, la 7 strada. A destra e sinistra Wabasha, Minnesota, Robert, Franklin. Davanti, il Mississippi. Dietro lo State Capitol. Nel centro di Berlino non si perderebbe neanche un bambino, canta Lucio Dalla. Nel centro di Saint Paul (perdonino: in Dowtown Saint Paul) mi perdo io. Perchè l’est e l’ovest non hanno più senso, esco da un punto e come brava sono solo io per ri-raggiungerlo giro tutti i tre lati. Che sciocca, era di qua. Che scema, ero di là. Quando va bene, circumcammino tutto il blocco. Quando va male, mi blocco.

Poi guardo all’insù, le nuvole, il vento, il cielo è chiarissimo sulla punta del mio naso e del mio grattacielo. Lui gratta il cielo, io mi gratto un po’ il culo e ricomincio a camminare.

p.s. Oggi in ascensore una gentilissima signora anziana con deambulatore, quando sono entrata, mi ha detto che avevo un ottimo profumo, e io – è francese- e lei – di solito mi fanno schifo ma tu profumi di buono, ragazza, e io – have a nice day – e lei – honey, che sia la tua una bella giornata. HONEY, mi ha chiamato honey. Fa tanto bene, prima di un blocco.

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6 pensieri su “Posto da blocco

  1. honey. la signora con deambutarore meglio di un ambulatorio. e non le vado a cercare. riempiti la vita di nuovo e diverso. questo è il tuo ora.

  2. ciao bella, sono tornata da Cap corse e la prima cosa che ho pensato, dopo lo sbarco, è stata “bentornata in Italia”, purtroppo il tono era sarcastico: sbarco a Genova, città amatissima, e subito nel caos di un percorso budelloso oltre che a verme, con sottopasso con vista su auto abbandonate e violate. Quando poi in autostrada mi dico che una bella pizza à l’italienne ci sta, incappo in uno spizzico chiuso: alle 9 di sera non si fa più pizza e la pizzaiola (?) te lo butta in faccia sgarbata e poi, mentre mangi quel che c’è ti spazza tra i piedi e malmena ogni cosa. Posso capire la fatica ma tanta animosità, no. In Corsica comunque, per quanto siano secchi mai sono stati scortesi…bentornata in Italia, appunto. P.S. la stessa pizzaiola risponde più o meno allo stesso modo a due turisti francofoni che, iniziato il Ramadan, cercavano una pizza Margherita e non fidandosi dei panini (rischio prosciutto) sono andati via digiuni. Mi sono vergognata.

    1. la Corsica l’ho adorata, in ogni suo punto. quattro anni fa. poi ho scoperto l’America. Non vergognarti Conz, non ce lo possiamo sempre portare addosso noi il peso di una nazione che non vuole darsi bene. Raccontami, ti abbraccio

      1. sono stata a Marina d’Ampuglia, 20 km a nord di Bastia. la Corsica un po’ la conoscevo e la amavo per esserci stata a più riprese, in una delle mie vite. in una occasione, avendo la tenda vicino a una spiaggia nudista, ho fatto nudismo spiaggiale, con grande gusto: il piacere di buttarsi in acqua senza tessuti comunque fascianti, il piacere di fare tanti tuffi senza preoccuparsi di costume asciutto|bagnato, di spallina che va giù (le spalline dei miei costumi fuggono sempre nei momenti peggiori, a inceppare una bracciata, a svelare una ciccia), il piacere di vedere una bella donna assai agée mostrarsi tutta, con solo qualche collana coquette, conversando serena, e poi il divertimento di vedere le persone fare tutto nude, con naturalezza,anche andare in bicicletta! ho smesso di andare in Corsica perchè l’ultima volta avevo visto bruciare tutto un bosco dietro di noi: una tragedia vedere questi splendidi pini ardere in una sola fiammata, uno spavento trovare la tenda bucherellata dalle faville, insomma, sono tornata solo ora, dopo tanti anni, trovandola ancora pressocchè intatta molto anni sessanta. naturalmente mi sono ben guardata dall’andare a Saint Florent e me ne sono restata a contemplare mare e cielo per quindici giorni: una riserva di azzurri.

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