I gatti lo sanno

Io so di un momento intenso, triste come solo sa esserlo l’intensità. Io ricordo tre ore di attesa, di attesa di vita, attraverso un vetro sopra una città di luce. Io che non accedo a lacrime, che me le voglio tener buone per occasioni migliori, ne ho sempre una, mannaggia, del resto. Io con gli occhi a penetrare orizzonti altrove. Momenti che non hanno materia di parole. E un miagolio. Uno, due. Un terzo. Ritorno dall’altrove, allora è vero. Apro la porta, quella che ad istanti può parere la porta dell”Overlook Hotel e se ci badi, ci sono le gemelline sgozzate o il triciclo abbandonato. Davanti all’uscio, un gatto. Un gatto che lo sentiva, come e dove stavo. Un gatto che entra all’1114 come fosse casa sua, mi cerca, rotola sulla moquette, cerca il letto, salta sul tavolo. Mi indica i pezzi del mio vivere “chiusa qua dentro come un topo” (che brutta descrizione, amoremio, perdonala). Dove c’è un presunto topo, arriva il gatto a giocare.

Arriva anche la padrona, una bella minnesotana con le trecce, che mi lascia tenere il suo Peanut (beh è un gatto di Saint Paul) per una mezz’oretta. Poi entra e fa una discreta amicizia. L’amicizia di chi ti racconta subito “quando piango, a volte, il mio gatto mi lecca le lacrime”. Stasera quasi quasi busso all’1112, dove c’è Amber, penso.

Qualche minuto dopo apro la porta, per non andare via (ci sono porte apposta per questo) e il gatto che guizza è grigio, esattamente come la mia. Il padrone è un ragazzone biondiccio, non male. “hi!” “it’s a male” “oh, com’è bello”.

Com’è bello quando arrivano i gatti e ti indicano la strada.

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7 pensieri su “I gatti lo sanno

  1. che emozione! in Corsica mi “hanno avuto” due gattini, uno nero come la mia Fatou e una grigia somigliantissima alla tua: che tentazione di portarli via con me! ma Fatou non avrebbe gradito
    in attesa di partire per casa, avevo lasciato il finestrino dell’auto aperto: chissà mai che uno dei due…invece niente: Fatou è salva e isterica come al solito – e dicono che i gatti assomigliano ai loro umani….

    1. sì il “mi hanno avuto” è d’obbligo ed esatto.
      e dico che gli umani finiscono a somigliare ai loro gatti.
      Ho uno sbrego su un braccio, infatti

  2. un pò di tempo fa,arrivando a casa,ho trobato un gatto nero sullo zerbono davanti alla porta.ma non lìho fatto entrare.Ho paura dei gatti,me stolta.
    Un abbraccio

  3. ecco, come laura, io ho paura dei gatti. ne ho avuto uno nero. di giorno si faceva di coccole e carezze e la notte si arrampicava sui muri e mostrava le unghie. ho già un marito. mi basta. però guardo con rispetto chi si ama. di qualsiasi razza sia

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