sì la gita è tutta un link

La mia capitale del Belgio è le sue patatine double frying, i cavolini anche no, les moules sotto le lampade al ristorante trovato ad istinto, la gauffre, la birra ma quella artigianale e organica della brewery Cantillon, la birra mai bevuta alla birreria art nouveau che forse l’ultima allucinazione è stata vederla dopo 2 km di cammino, le praline del cioccolataio di nicchia. Questa la capitale del Belgio mentre non ero in servizio, quando dicevo andate siete liberi il tram è il 94 no, no, non nella stessa direzione, per tornare la pensilina ovvio no dall’altra parte, la fermata della metropolitana è Bourse sì quella di ieri sì controllate, sennò a piedi e alla fine qualcuno di dosso te lo schiodavi pure. Anche perché alla fine (anzi al primo giorno) mi sono persa io, nel centro di B. (no, non nel centro di Bologna, lì non si perde neanche un bambino) (Lucio: grazie. RIP)

La loro capitale del Belgio è le palle dell’Atomium (che palle, prof!) e siamo in Olanda vero? e il museo del fumetto con le cuffiette dell’Ipod perché questa roba non mi piace (sti brutti “Schtroumpfs” che non siete altro) e qui non c’è niente da mangiare perché non mi piace, perché io mangio italiano, è posso mangiare, posso bere, posso dormire, posso fare pipi, posso andare a comprare, posso fotografare, domani cosa facciamo, sono arrivato adesso cosa ha detto, come faccio a tornare al bambino che piscia.

La nostra capitale del Belgio è l’emozione del Parlamento, è l’emiciclo, le cabine degli interpreti, l’accoglienza perfetta, l’idea di Altiero Spinelli, la battaglia di Kursk, è scoprire cosa significa Fyrom. Sono tre ore con una guida dall’italiano elegante e creativo. E poi forse la nostra capitale del Belgio non è una pipa e Principino mi dice ma è bellissimo davanti ai muscoli del cielo e Belsorriso dice ma è un genio davanti alla donna con i seni negli occhi. E la guida faceva schifo stavolta, era una tizia piccola, dal francese di recupero che ha solo detto “questo è il mio pittore preferito, è un surrealista, me ne sono innamorata quando avevo la vostra età, mi piace ma non so spiegarvi bene perché”. Ceci L’elì m’est fà na pippe.