odi et amo. a tratti excrucior.

e allora sei lì che ti godi il primo giorno di vacanza dopo che al corso di recupero ci sei andata e hai fatto la jazzista d’assalto improvvisando dopo aver constatato al mattino uscendo di casa che il materiale preparato per quel pomeriggio non si lasciava trovare, dopo che le interrogazioni di recupero di leopardi mi han fatto recuperare l’idea che dovremmo recuperare la capacità di non sottomettersi davanti all’antididattica imperante, dopo che gli Indeponenti sono ufficialmente nel pallone, ché tu ce li lasci nel pallone perché altro non puoi fare, dopo che hai perso e ritrovato nel giro di tre giorni 2 chiavette del pc e 1 chiavetta delle macchinette del caffé, dopo che al collega il caffè gliel’hai pure provato ad offrirglielo tentando distratta di inserire la pen drive nella non apposita fessura, dopo che sei caduta dalle scale da ferma con quella di spagnolo ad occhi sbarrati a dirti matiseifattamale, dopo che le hai dovuto rispondere sì massaggiandoti la caviglia sperando non si gonfiasse, dopo che i Latintristi han detto bugie sulla difficoltà della versione, dopo che gli Indeponenti han detto bugie su tutto, dopo che hai ripassato in penna le cose che avevi lasciato in matita sul registro perchè pare che eZeàEmòn voglia passare la pasqua chiusa nello sgabuzzino a controllare il giornale del professore, quello blu, dopo tutte queste cose e allora sei lì che pensi fanno bene a non volermi bene visto quanto urlo loro addosso quando non hanno nulla da chiedere, non interagiscono o lo fanno troppo o forse ormai spiego anche male.

E allora sei lì che è il primo giorno di vacanza, di distanza. Non vedevi l’ora. Li odi, lo senti. Apri la mail ed ecco Jackson che ti avvisa che ha cambiato idea sulla tesina (ma è aprile, Jackson), non la fa più sul capitalismo che è un argomento vasto, che non trova il taglio giusto, che non trova fonti adatte malgrado libri avuti da me (che non trova qualcuno che gliela faccia la tesina, forse) e allora ha scelto la crisi del 1929 a confronto con quella odierna che se la facesse come tesina sarebbe vasto ma infatti farò solo un percorso però vorrebbe libri da me. (Indeponente doc).

Apri la mail e LarrySemon ti chiede Prof visto che mi sono piaciuti i libri di quest’estate (tranne Morselli eh) mi suggerisce altri titoli per queste vacanze? (Latintrista dop).

Ed è solo il primo giorno.

p.s  è aprile, ora un po’ arrangiati e un po’ su cavatela da te. Risposta uno. Gadda, Pasolini, Flaiano e Fitzgerald. Risposta due. Perché li odio, lo sento eh. Lo sento proprio eh.

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15 pensieri su “odi et amo. a tratti excrucior.

    1. devo tornare ad amare un po’. a partire dalla loro insegnante. sempre grazie Pov! ti annoierai di sentirtelo dire, credo.

  1. che vita complicata con quegli studenti certo ci vorrebbe una carica di sex-appeal per convincerli tutti ad amarti ma non si può essere amati da tutti solo pochi possono amare noi e i nostri difetti

    1. il sex appeal nei confronti di me stessa, quello sta mancando. ed è l’origine dei difetti non amati. un circolo vizioso. gli studenti passano e di solito di noi conservano il buono che c’era. per fortuna. ciao Mauri53, grazie di passare di qua

        1. italiano e latino al liceo scientifico e classico. ma quest’anno quell’aggettivo, ottima, non mi si addice.

  2. Ehi, leggendoti un po’ anche a ritroso ho capito perché il mio post su Barbablù ti ha colpito.
    Sei amata dai tuoi studenti… buon segno. Poi, lo sai già, come tutti noi lo sappiamo, a volte c’è bisogno di uno stacco, per riavere la giusta distanza.
    Infine, amati tu prima, e per prima, poi arrivano gli altri. E te lo dice una che, appunto, il post di Barbablù l’ha scritto sapendo bene ciò che scriveva e perché…
    Buone vacanze:-)

    1. barbablu è quello che ha le altre mogli – e anche figli – morti dietro la porta no? e l’ingenua che non ci crede? e che pensa che l’amore basti?
      mi ha proprio colpito la tua analisi. c’è un altro significato oggi al “credere alle favole”. benvenuta qui. buone vacanze anche a te. riposanti, sicuro.

      1. Porterei al dibattito una spruzzata di cinismo: in Barbablù l’ingenua (?) decide di non fidarsi del segnale dato dalla barba blu non perché pensa che l’amore basti, ma perché sedotta da ricchezze disumani e la vita in un palazzo fico…!

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