com’era verde la provincia

in questi giorni festivi un vento boia ha spazzato la provincia, fatto volare fazzolettini dai taschini. se ne sono volati padri, figli, case ristrutturate da spiriti, santi!

alle 13.30 di domenica se ne è pure volato via anche un albero fronte cucina di casa, ne abbiam vista l’ombra sui vetri della finestra, tre sguardi che dicevano ohmamma, il rimbalzo, la caduta in strada, la corsa del vicino a controllare che nessuna auto fosse passata rovinosamente sotto il pino.

e su questi laghi è la passione dei surfisti e il vento spazzava via a sera lacrime e bucato, perché spesso così è il soldo che vale un amore ammazzato.

ché il cielo di Lombardia così bello quando è bello…

Bello come Ponciponci che entra a casa mia “cuetta casa tua, jìa?” “eigatto?” “du uè?”, si mette le manine sporche di sassi gialli sulla testa e in piena autonomia mi dice “toppo cajììno, toppo cajììno, jìa, metti a potto!”. Sgridata da un papero di 23 mesi. Ha ragione il piccolo (dopotutto abita là, nel paese che inizia con la G.) c’è bisogno di pulizia in questa provincia.

e così, soffia il vento, mutano certezze, gente si dimette, io sono dimessa da mo’, cadono fronde verdi, il verde mi è caro, la verde è carissima, ma il verde più bello di questa provincia non è mai stato il loro. Mai.

e l’assunzione di rispetto, anche quella, quelli, non l’hanno avuta mai.