ci sono cose

ci sono cose che stanno lì, ad attenderti.

arrivano con un colore definito, con la musica che sai, monotona, rassicurante come noioso e garantito è certo country americano. Non puoi sfuggire.

arrivano che il caffè ha già sciolto il fior di latte e quello che avanza lo berrai amaro come valesse un fioretto fatto per osmosi.

arrivano che ronzano le api, che il glicine ha ceduto e tu mentre scendi le scale i fiori e le api ti sfiorano i capelli ed è un solletico che nemmeno senti alle sette del mattino (il mondo è ancora in ordine).

arrivano il giorno che altre scale portano maggiore fatica ma te ne freghi, le occhiaie ci hai comprato il cosmetico figo, per immaginarti appena un po’ più bella se fingere equivalesse ad abbellire. che lo sai che non lo è.

arrivano, instruiscono il vallum, ti assediano le budella per una manciata di secondi, il tanto che basta a vincere la guerra e si fanno parola. si fanno spedizione all’altro mondo. sono cose che non t’importa più se hai vinto o perso. Cose che cancellano verbi passati. una manciata di secondi, la nostalgia si fa dolcezza.

la fiducia nella vita aveva il tuo taglio d’occhi, amoremio. scrivo tutto minuscolo.

Aveva. Oggi ha il mio. taglio. occhi di un castano pieno, occhi meno stretti, occhi che ci sono cose che non guardano più.