Simpatia portami via

Stamattina dallo specchio mi sorrideva una signorina sorridente con una fascia sui capelli, le mani a gabbiano e una frangetta inquietante che pareva Jennifer Bears uscita a ballare dagli anni ’80: la prossima volta i dischetti struccanti li scelgo anonimi che quella mi sorride al mattino come se dicesse che gli amori sono come gli autobus, infatti se aspetti un po’ ne passa un altro.

Poi lo sketch in cui mi sorride Logorrinka dicendo avevi uno splendido décollete ieri stavi proprio bene al collegio, le fo notare che non posso fare diversamente e lei insiste dice sì ma sodo (?) e nemmeno il tempo di respirare aggiunge però ho visto, hai deciso di non fare più la tinta? Sai invecchia.

Immediatamente dopo quattro ore dico quattro ore di aria fritta sulla sicurezza about lo stress tra i fattori di rischio di natura psico-sociale. Ahhhhhh, davvero. In pausa una conferenza colta su come chi fa l’orario lo faccia guardando i film porno, vista l’idea di buco; che poi se otto colleghi su nove dello stesso consiglio han chiesto il sabato libero il sabato potrà fare cinque ore di lezione filate il nono no? Si chiamano desiderata. Desidererei mandarceli, sì.

E poi a mezzodì l’incredibile: collega 666 già attiva psicoattiva e psicoreattiva pare abbia da discutere sull’attribuzione delle classi a me. A me che non fo nulla, non faccio neanche Dante. Dante un calcio sui denti a lei prendente.

Meno male esiste il pomeriggio, mi sono tolta lo smalto arancio, ho insegnato a un nuovo fanciullo cosa è il lessico valutativamente orientato, sia mai che tra qualche anno apra anche lui un blog, sono andata allo specchio a salutare la signorina sorridente e mia sorpresa ce n’eran due, di signorine sorridenti, una delle due con un po’ di doppio mento ma ch’amma ffà, le ho detto ciao Jennifer, allora sto autobus? Poi ha cominciato a piovere e io sono uscita ad annaffiare le piante ché io son quella che annaffia con la pioggia e le piante di fragole buttano ancora e la menta che invece è invasiva sta tirando le cuoia.

Poi, mi son detta perché le persone a scuola non si fanno almeno la frangetta di Jennifer Del CotoneStruccante se non proprio il sorriso e le mani a gabbiano, infatti simpatia portami via, via via al mare per esempio, allora ho buttato un costume e un prendisole in una piccola borsa; perché sono quella che annaffia quando piove e che parte quando meno se lo aspetta. Autobus a parte.

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20 pensieri su “Simpatia portami via

  1. E comunque preciso, l’uso di cotali dischetti ti fa assurgere nell’olimpo delle veneri: chè io mai nella vita avrei la pazienza di struccare tonificare e salcazzo fare quel che si fa con tali oggetti. Chapeau.

    1. L’oggetto meno significativo può raccontare una storia, è come il lessico valutativamente orientato. Ma sto autobus, che non sia “fuori servizio” però, dai.

  2. Scusa, ho problemi di comprensione. ma che specchi hai a casa ?
    Son quelli che poi li puoi pure interrogare ? Una volta ti ci vedi tu un’altra ti ci vedi due (GG e Jennifer). Ho le idee un po’ confuse.
    Ma come fai ad andare al mare di sera, se sei sul lago ?
    Giuro, stasera ho bevuto mezzo bicchiere di lambrusco, non di gin, ma continuo ad avere idee confuse.
    Ma le dici molto poeticamente (e ci mancherebbe, conosci il bi ed il ba dell’espressione>).

    Anonimo SQ (un po’ rintronato)

  3. Hai avuto una giornata straniante? I dischetti sono troppo pigra per usarli ma ho scoperto delle manopole da strucco che passi sul viso e via… Vanno lavate ma lo preferisco: quando vado a letto la mia autonomia davanti allo specchio è di circa sette secondi! Sul lessico valutativamente orientato aspetto una lezione 😉 baci

  4. Questa del lessico ci ha un po’ messo in crisi… Mi piace “solidi e morbidi”..anche questo ha a che fare con il tuo decolleté? I primi giorni di scuola è un continuo dribbling per evitare certi colleghi 🙂

  5. ma la tipa sui dischetti è sempre quella o va il revival anni ottanta? ormai sono anni che non ne vedo di dischetti, al massimo il cotone bianco che sa di infermeria, usato per lo strucco due volte l’anno, e per lo smalto nero quando me ne ricordo, cioè quasi mai. giornataccia, hai ragione, meglio partire 🙂

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