la regola del ciclista inatteso, dell’harley davidson a pedali, del girasole pigro

Mettersi in discussione, di continuo. Sentirsi bravi e nello stesso tempo accorgersi di quante cose da imparare ogni giorno ho. Intelligenza emotiva: vedere le persone sprecare energie per contrastarsi, constatare che i capponi di Renzo, nemmen quelli sono il grado dell’evoluzione raggiunto in sala professori. Sbagliare a sentirsi bravi, restare in bilico tra bisogno di approvazione e il plauso altrui e snobismo accumulato di punta negli anni. Contare gli anni da settembre ed esser sfasata col mondo che lo fa dopo, lo fai dopo anche tu e son due capodanni, due momenti del cazzo-mi-metto anche se nell’armadio hai tale roba da dirle “puah, principiante” a quella magra e bassina di Secsendesìti.

Non sapere chi sei e saperlo meglio di altri, provare fastidio per gli sms, alcuni, attenderne altri, avere la soglia dell’invadenza bassissima, ai minimi storici e temere senza sosta di esserlo tu, invadente, se chiedi, se ci sei, se respiri. Posare davanti alla cam del computer, truccata, non truccata, canuta, ritinta, per cercare di scorgere i lineamenti che vedevano gli altri, chi ti amava soprattutto e ti specchiava bella. Vedere muso di ragazza e rughe di femmina. Crucciarsene (delle rughe) ma tentare di credere ad Anna Magnani.

Avere paura che gli amici vecchi non ti siano più amici, che quelli nuovi non vogliano continuare a esserlo, non sentirti amica tu di nessuno, incapace. Sdraiarsi per l’ultima volta (almeno quest’anno) sulla ghiaia di mare e su un lettino da psicanalista. Sentirsi bene, entrambe le volte, di aver conosciuto un male.
Dare sfogo all’ipocondria più selvaggia, indovinando il cuore; pressione 105 su 68 alle due del pomeriggio dopo mangiato, è bassa dice la mamma, ma è sbagliata la macchinetta dice il babbo. Diverse misure di pragmatismo, come somiglio.

Questo il mio caos, qui appuntato con doveroso narcisismo. Ora le regole:

1) Puoi salire in bicicletta verso casa tornando da scuola, incontrare un ciclista con gli occhi azzurri che visto così perfino ti piace, un bel tipo, che ti incrocia, e nel secondo dei vaievieni delle due ruote per due che fan quattro ti apre un sorrisone e ti dice “ma ciao”. Può succedere, me l’hanno garantito, sorridendo.

2) Puoi sognare che devi andare ad un appuntamento con l’estetista ma tu possiedi e non sai da dove essa arrivi, una Harley Davidson nuova di zecca, che la gente si ferma a fotografarne il viola sfolgorante, ce l’hai ed è a pedali. La guidi come puoi, mentre cerchi di telefonare per disdire l’appuntamento dall’estetista perché degli amici ti han chiesto di andar con loro a giro; e ti chiedi come mai si accenderà il motore, poi trovi una chiavetta uguale sputata a quelle delle macchinine a pedali dei bambini. La giri la chiavetta e pensi che non sarai capace di portarla, un’Harley Davidson vera. Invece scorazzi felice. L’Harley Davidson a pedali da bambina la guida una donna, da sola, con tranquillità. E va.

3) Puoi, a quello che rideva una settimana fa quando gli dicevo che stavan fiorendo i girasoli sul balcone, rideva perché i girasoli non si sarebbero mai aperti così tardi, ormai è cosa fatta, voleva rinunciassi, ecco a quello puoi dirglielo che non bisogna mai pensare sempre ingegneristicamente calendario alla mano perché due di quei striminziti girasoli diventati altissimi hanno aperto la corolla. Sono girasoli, dai, soltanto un po’ pigri.

Settembre non sarà mai il mio mese (cit.) ma mo’ le posso queste regole.

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36 pensieri su “la regola del ciclista inatteso, dell’harley davidson a pedali, del girasole pigro

    1. ne è spuntato un altro stamattina, stavolta giallo. me ne sono accorta due minuti fa quando sono andata a raccogliere le fragole e le ho messe in una piccola ciotolina.

    1. infatti la bici non son io, la moto ho già dato assai, da passeggera e “le posso” era le posso che è simile a le voglio e non esclude le passo. dove ti sei sentita chiamata in causa 😉 ?

        1. Ma non era “la matematica non sarà mai il mio mestiere” (Venditti, Notte prima degli esami) ?
          Belli i girasoli arancio ! Magari è una mutazione interessante ! Botanici, dove siete ?

          Anonimo SQ

          1. AnonimoSQ, perdonami: non è che, se Venditti parla di matematica in una canzone, Guccini non può parlare di settembre in un’altra… Sarebbe come dire che non posso mangiare mele perché tu mangi le pere…

  1. PS Credo di intuire il motivo del sorriso e del saluto del ciclista : sei una bella ragazza e stupisci chi ti vede la prima volta !

    Anonimo SQ

    1. ti ringrazio della fiducia “preventiva” ma quella del ciclista non è capitata a me. Sono allergica alla bicicletta, diciamola così, però è una regola preziosa ugualmente perché “prestata”

  2. Mai credere agli ingegneri!
    Mi piace il bilico tra lo snobismo e il bisogno di approvazione, ma nulla fu più vero per me. Mi garbano pure le tue scarpe.

    1. è che non credere agli ingegneri, non credere ai medici, non credere ai dentisti qui finisce non credere ai poeti qui finisce che finisco miscredente. Le scarpe, ah le scarpe, meriterebbero un post a parte per tutte le volte che le scarpe scelgono me mi occhieggiano dalle vetrine. Come quelle. Mie che me le potevo disegnare.

  3. A quanto pare oggi un’energoa silente ha attraversato diversi blog e tutti si sono dedicati al “loro settembre”, come momento di partenza e come vero capodanno (chissà forse ulteriore a quello occidentale e cinese!) fuori dagli schemi e dalla mischia. Un capodanno più leggero e senza fuochi, ma con bella aria e bei fiori, come i tuoi che fuori tempo e fuori luogo hanno preso vita dimostrando, che tutto, ma proprio tutto, rinasce e si rinnova, senza limiti ne tempo, rinnovandoci lo stupore ogni volta. Buon settembre e “auguri di buon nuovo anno” 😉

    1. che poi per i professori è quasi normale, ma a quanto pare è esigenza che si diffonde. Hai colto la meraviglia di quei miei girasoli che han fatto da sé, di stupire con le loro corolle tardive. Un abbraccio anche a te. Ps. sulle scarpe, come nella risposta di prima, non le scelgo io. Ma loro me.

    1. dici che faccio sogni Paramount Pictures? ma non erano sogni di rock and roll? guai a chi mi sveglia…Rombavo che era un piacere.

    1. secondo me lo sa, solo che non lo voleva sapere, voleva lo stupore. Sediamoci tutti vicini, seguiamo il corso, come i girasoli…

  4. altra regola: un ciclista figo non s’è mai visto… poi magari si lavano, si stirano e si vestono a puntino e diventano dei principi azzurri, ma fintanto che indossano quelle tutine attillate non sono credibili come sex symbol. augh! 🙂

  5. Sarà settembre…sarà l’età…gli amici che si cercano e si fuggono, le rughe la voglia di esserci e di arretrare. Si diventa solitari e strani e si ha bisogno di sentirsi dire che va bene così, che capita anche agli altri. Prendiamola così: non è mai troppo tardi per girarsi verso il sole. Buon lunedì di settembre!

  6. Mi piacciono i girasoli in terrazza: lo sai che io ho due piantine di zucca dalle quali prendo con grande orgoglio i fiori per farmi mini frittatine? E un balcone pieno di piante di peperoncini e erbe aromatiche.

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