La regola della gatta inopportuna e del doppio musicista

Perché quando cominciano i primi freddi, cominciano i gatti a starsene in casa, perfino la mia che è nu poch zoccol. In realtà va così, si passa fuori tutte le notti (‘a zuccolella) poi alle sette sente suonare la sveglia, arriva alle finestre, bussa ed entra. Lei entra e io esco. Tutte le sere tranne il martedì. Perché al martedì sera, puntuale, nemmeno fosse che s’avess veré a ballarò, la zoccolella si acciambella ai miei piedi, ai piedi del letto e si rilassa fino a mattina. La mattina del mercoledì. Il giorno libero della sua proprietaria. La mattina alle cinque. Pare che lo sappia che volevo dormire ierimattina alle cinque quando e la gatta vuol mangiare e la gatta vuole bere e la gatta vuole uscire.

Mannaggia gatta sei inopportuna che sto anche leggendo la casa del sonno di Coe la sera e tra gente che è insonne e gente che confonde i sogni con la realtà, mannaggia gatta inopportuna, che pure stamattina alle cinque hai fatto la gatta che vuol mangiare e la gatta vuole bere e la gatta vuole uscire. Io volevo solo dormire, che alla prima ora in terza mi pareva di non aver chiuso occhio per ore, poi invece la seconda ora in quinta ho ricordato, se ho sognato, ho dormito, alla casa del sonno. Gatta inopportuna lo fa per i miei REM.

E sognavo due maestri di musica, uno vecchio e uno giovane. Ad entrambi avevo dato appuntamento in un salone comunale, immenso, in una stanza piena di mamme con bambini e uno di questi non lo sopportavo proprio da quanto era fastidioso e gli mollavo un pizzicotto tutta soddisfatta ma l’importante era che stavo lì a piedi e mi preoccupavo di come tornare a casa col buio ma poi una telefonata del musicista vecchio mi faceva comprendere di aver sbagliato qualcosa nell’orario, li avevo sovrapposti i due maestri di musica e quello più vecchio dalla bella voce non sarebbe venuto più e pazienza che gli confessavo che forse le note sul pentagramma nemmeno le conoscevo più, non potevo far lezione a quei bambini (di cui uno, che gran scassauallera era eh, con le mamme a bersi l’aperitivo). Ah ma il maestro di musica, il secondo, il doppio, il più giovane, uno coi capelli da violoncellista, quello arrivava, e lì sì che nel sogno cominciava tutta e dico tutta un’altra musica. Una musica ma una musica mi faceva, quel virtuoso dello strumento, il doppio musicista.

La favola insegna che “Sonno di meno, musica più”

Altre regole del gioco, più regolari sono apparse a partire da qui.

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23 pensieri su “La regola della gatta inopportuna e del doppio musicista

    1. ma sai che mi hai fatto un gradito complimento che non merito ma me lo piglio veramente come fosse una regola? La regola del complimento mai di troppo e detto con affetto.

    1. se ti dico che mi sto immedesimando troppo in Sarah? e soprattutto che sto immedesimando troppo un ammazzatopi nell’ammazzatopi? Spero di risognare il musicista, spero.

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