Rumori

Succede che un giorno apri in piedi a una stazione mentre aspetti un treno e non lo fai mai, apri un libro e lo leggi in piedi nella confusione. Ti soffermi e leggi:

“era disteso su un lettino lungo e stretto dentro il macchinario. Aveva un cuscino sotto le ginocchia e due lucine di riferimento sopra la testa, e si sforzava di ascoltare la musica. Dentro il rumore potente dello scanner fissò l’attenzione sugli strumenti, seprando i vari gruppi, archi, legni, ottoni. Il rumore era un violento staccato di colpi secchi, un clangore metallico […] e forse era per questo che aveva deciso di ascoltare musica classica quando lei gli aveva chiesto di scegliere. Negli auricolari la sentì dire che la successiva sequenza di rumori sarebbe durata tre minuti, e quando la musica riprese lui pensò a Nancy Dinnerstein, che gestiva una clinica del sonno a Boston. O all’altra Nancy, come faceva di cognome, durata poco, tra atti sessuali di scarso rilievo, quella volta a Portland, Oregon, senza un cognome. La città aveva un cognome, la donna no. Il rumore era insopportabile, un’alternanza di colpi sordi e acuti e di impulsi elettronici in vari toni. Ascoltava la musica e ripensava a ciò che aveva detto la radiologa ovvero che appena finita l’esperienza si dimentica subito, perciò quanto potrà mai essere tremenda, e a lui era sembrata una descrizione della morte. Ma quella era un’esperienza diversa, giusto? Diverso il rumore, e l’uomo intrappolato alla fine non scivola fuori dal tubo[…] Sentì la voce negli auricolari dire che la succesiiva sequenza di rumori sarebbe durata sette minuti”

La stessa sera davanti al pc invece, non ci sono treni, ci sono solo pensieri, pensieri di famiglia e arriva nella posta elettronica, lo stesso giorno della sequenza del libro e ti soffermi a leggere

“Ieri mi hanno fatta spogliare, mi hanno messo un camice verde e mi hanno fatta sdraiare in un lettino strettissimo. Dopo circa cinque minuti ho sentito questo lettino muoversi ed entrare in un “tubo” strettissimo. […] sono entrata quasi completamente dentro il tubo solo i miei piedi erano fuori, sentivo l’aria condizionata sulla punta delle dita:”meno male che non sono tutta dentro almeno non mi dà la sensazione di essere nell’ultima mia dimora…..!!!!!!!!” mi sono detta con un sorriso non troppo sorridente…..
Una volta dentro mi sono chiesta: ” e mo cosa faccio, devo passare un’ora e qualcosa qua dentro che faccio….????? a fare, posso fare poco ma a pensare…. ahhhhhh te voglio a pensà qua dentro….”[…] ma all’improvviso iniziano i rumori tipici della risonanza magnetica e ho legato i miei pensieri ai rumori.
In lontananza mi sembrava di sentire i piatti di una batteria, le bacchette del batterista battevano leggermente sui piatti e mi son detta ” è musica jazz sì mi sembra di sentire una canzone jazz degli anni cinquanta” e mi sono rilassata immaginandomi l’uomo di colore e la sua batteria.e cosi battevo il ritmo con la mia mente. Ad un tratto il dolce rumore viene sormontato da una serie di rumori fortissimi e ritmici da pensare ad un concerto rave e mi immaginavo davanti a una mega cassa a ballare fino allo sfinimento a ritmo di un tum tum tu tu tu tum tum tu tutu…..no, non mi piaceva e con la mente e l’orecchio cercavo la batteria di prima ….sì eccola l’avevo trovata ma era troppo lontana sembrava aver la meglio la musica house…Tac….. silenzio….. si risentiva nuovamente la mia batteria ecco mi rilasso nuovamente… macchèèèè dopo qualche secondo altro rumore, diverso, non era più un rave party…..che cos’è che cos’è?????? Credo sia una trivella sì una trivella e la mia mente non ha pensato a dei man in work muscolosi che fanno buchi sull’asfalto….no, ha pensato a una trivella che faceva buchi sul ghiaccio e la trivella la usavo io per fare buchi sul ghiaccio armata di sediolina e di una canna da pesca da mettere nel buco e seduta e con la canna dentro il buco fatto nel ghiaccio, aspettavo che qualche pesce abboccasse, ma forse non era un pesce quello che aspettavo sull’amo della mia canna, forse aspettavo che il vigliacco uscisse fuori da quel buco fatto nel ghiacccio…”

Un libro (di quelli che a ogni parola nascondono un respiro, un sussulto) e una vita (di quelle che ad ogni parola corrisponde un pezzo d’amore). Io non sono mai entrata in quel tubo. Per una questione di qualche settimana o mese, per un soffio di fortuna, perché il narratore voleva ancora altro, forse e chissà che veramente vuole, il narratore. Perché le vite s’incrociano, lo fanno le immagini e lo fanno le parole, lo fanno quei buchi nel ghiaccio davanti ai quali ci fermiamo ad aspettare che il vigliacco di turno esca. Le vite si incrociano e io la mia storia non te l’ho raccontata tutta, bellissima donna di cui porto il cognome. E il nome quasi, che ce lo separa un capriccio. Lo so che sei stanca, donna bella, lo so senza potere immaginare quanto. Non ti chiederò di sorridere, di stare su perché aiuta, non ti chiederò di non piangere. Non ti chiedo niente. Assolvo solo una promessa, fatta nel giorno del mio leggere e del tuo scrivere. Ho aspettato ora perché è il solo regalo di compleanno che so.

Mi trovi lì, sempre, su quella sediolina. Buon compleanno, passami la trivella per qualche minuto. Se non ti spiace oggi il ghiaccio lo spacco io, ti aiuto.

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27 pensieri su “Rumori

  1. A volte è veramente difficile per me seguirti, GG. Sempre poetica, comunque. E filosofica, pure.

    Anonimo SQ

    PS le “mie”, di risonanze magnetiche, non fanno tutto quel caos. Ma i “disegni” sono esteticamente a volte molto belli… si, lo so, sono un po’ sballato, ecco.

  2. Bello avere qualcuno che ogni tanto spacca il ghiaccio per noi…
    Io ho fatto una risonanza, niente di che…ma soffro di claustrofobia ed è stata una grande prova di autocontrollo.

  3. Io non amo i regali non mi completano, sono solo oggetti, so che mi vengono donati con amore e sincerità ma per me rimangono solo oggetti. Quest’anno ho preso coraggio e a chi mi chiedeva cosa volessi per il mio compleanno rispondevo “soldi, pochi quello che volete o potete ma voglio solo un pò di grana”(non padana però). Ho visto tutti stupirsi davanti alla mia richiesta nessuno mi ha chiesto il perchè e ringrazio per questo, forse avevano intuito a cosa potevano servirmi. Stamattina sulla mia scrivania ho trovato una busta con 60€ ho compilato un bollettino postale intestato all’AIRC(associazione italiana ricerca sul cancro) e fra poco passerò alla posta per fare il versamento e sono sicura che piangerò, tu mi conosci bene . Dopo aver compilato il bollettino ho letto il tuo blog e stavolta sono rimasta stupita io è il regalo più bello e inaspettato che io abbia mai ricevuto per il mio compleanno io io io…….non so cosa dire so solo che mi sono emozionatae tantissimo e mi sento orgogliosa di te ma anche di me stessa…. mi ricorderò per sempre di questo compleanno così diverso da tutti gli altri.Non sono brava ad allegare filmati e roba varia ma comunque vi chiedo, ti chiedo di cercare il video di Philadelphia ,il film ,”io sono l’amore” e così che mi sento tvb e ti aspetto per quell’abbraccio che aspetto da tanto da troppo tempo
    .http://www.youtube.com/watch?v=Ga70BNJfTWs

  4. Pingback: Snob | roceresale

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