è un post (ed è stato interessante)

Ci siamo. Siamo al gelsomino notturno. Siamo alla mia débacle personale e reiterata.

È l’alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,
dentro l’urna molle e segreta,
non so che felicità nuova.

Domando a CuorediTenebra: cos’è, a cosa si allude. Risponde: “ehhhh, è un post…”

Devo trattenermi dal ridere; insisto (perché io insisto, ellosò mea culpa) , a cosa si allude, i petali, l’urna. CuorediTenebro risponde “al luogo fisico in cui è successo”.

Devo trattenermi dal piangere; domando a Odefreddo: bene, abbiamo capito che è una situazione post qualcosa e si è capito anche il qualcosa e la parte del corpo in cui è successo il qualcosa. Petali gualciti, urna, felicità nuova. A cosa si allude? Odefreddo risponde: “eh, è rimasta incinta”

(Mi è andata bene. Tre anni fa, il Pascoli era rimasto fuori dalla casa a vedere la sorella fare l’amore con l’amico) (io adesso provo con Digitale Purpurea ma la strofa “M’inoltrai leggiera, // cauta, su per i molli terrapieni // erbosi. I piedi mi tenea la folta // erba. Sorridi? E dirmi sentia: Vieni! // Vieni! E fu molta la dolcezza…” spiegategliela voi ai Latintristi).

 pascoli

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37 pensieri su “è un post (ed è stato interessante)

  1. Tesoro mio, solo giocando a Peter Pan con l’Onda, potei apprezzare in pieno la pregnanza semantica nascosta nell’antica questione di Wendy e del ditale…

    (A me piace, comunque, Pascoli quando è meno canonico di così…).

    1. ci sarebbe la questione del “voyeurismo” ma ho dovuto spiegare il significato della parola. Han ridotto a “guardone”. Poveropascoli.

  2. E’ una delle mie poesie preferite. Altrettanto non posso dire dei miei allievi. Generalmente quella parte lì crea imbarazzo … alla faccia della spigliatezza dei giovani d’oggi.

      1. Non ti posso dire cos’è uscito in quarta durante la lettura de “La verginella è simile alla rosa” dall’Orlando Furioso … Credo che non leggerò mai più in classe questo passo … specie se la classe è formata da 20 maschi e 2 femmine. 😯

  3. E’ una poesia sublime; a volte mi chiedo se non sia meglio tacere, attenendosi al testo nella sua nudità. Tra due anni lo sperimenterò, ma sarà vano: ci sarà tra gli alunni chi sbircia tra le note o legge l’immancabile didascalia posta a “prologo” della poesia. Sappilo:detesto le introduzioni ai testi. 🙂

  4. Un mio ex-compagno-di-classe chiamò i due figli di Edipo Eteocle e Pollicino (al che la prof rispose: Cupio dissolvi). Questo potrebbe rendere i Latintristi meno tristi?

    1. normale, anzi più che normale. Dovrebbe essere solo allusivo. Solo simbolico. Non piatto come le chiose di quei due qui.

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