Bar condicio (non ho nulla in Comune)

Qualche sera fa alla radio un conduttore ha zittito seppure gentilmente un musicista che parlava di politica, ma non di politica politica, bensì di cose intelligenti, civili, di cose che non vanno, di “polis”. Il conduttore a dire, siamo in par condicio, purtroppo devo chiederle di cambiare discorso. Da quando caxxo in qua parlare di futuro, di scelte e di un’Italia che ha bisogno di ricrescita ha a che vedere con la par condicio? Quel cantante non faceva nomi, quel cantante parlava di noi. Per par condicio cosa avrebbe dovuto dire, che in Italia cresce la disoccupazione ma che in Finlandia gli abeti di natale son stati bellissimi st’anno? La radio era radiorai, ci pagheremmo il canone per stare zitti, noi.

Per par condicio io però poi apro il giornalino del Comune e leggo questo, la regione in cui abito credo sia chiara, se non sarà serena non vi rasserenerà. Questa roba ho letto. Per par condicio beccatevela anche voi. E meditiamo su quanta gente ha imparato a far politica al bar, al circulin di vecc, tra un bianchino e un campari col bianco.

” Cari amici, da alcuni mesi è stato costituito il gruppo XXXX Nord Xxxxxxxx, nato dal desiderio di parlare di politica, di vivere attivamente e consapevolmente le dinamiche politico-amministrative del paese con l’unico Movimento realmente vicino alla nostra gente, sintesi della Questione Settentrionale. La nostra squadra, in linea coi principi e le indicazioni nazionali, si propone quindi come un laboratorio di resistenza territoriale per la riscoperta anche nel nostro comune di una cultura Autonomista e Padanista, un sindacato locale in grado di ascoltare e rivolgersi alla nuova classe trasversale composta da giovani, pensionati, lavoratori, piccoli/medi imprenditori del nostro comune; un’unica realtà che insieme a tutte le altre del territorio Padano-Alpino, non vuole più subire le vessazioni dell’apparato nazionale centralista! […]”

Se volete continuo. No, eh? Basta? Facciamo esegesi? Le maiuscole sono nel testo, non mie.

…nulla in Comune, con questi qua.

Solo che sta roba è dentro le teste dei miei ragazzi. Dentro a fondo. Ed esce, perché prima dell’Unità d’Italia il più bravino mi parla di una linea di demarcazione linguistica Nord-Sud. E sta roba nei libri di scuola non c’è. C’è nell’aria verde che respirano. Tacciarla di ignoranza non basta, non è bastato, troppo facile. Per combatterla, a volte torno a casa sfinita.

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40 pensieri su “Bar condicio (non ho nulla in Comune)

  1. È un tempo complicato questo! Tra rossi (ma chi li ha visti più!), verdi (rispetto a qualche anno fa, oggi non puoi sbagliarti, sono solo quelli!) cagnolini, sportivi, ex cantanti (forse ci sta bene sanremo di questi giorni; vuoi vedere mai che esce da lì qualche idea vera) e i soliti inquisiti che acclamano la loro innocenza.
    A dire la verità, con gli anni che mi ritrovo, neppure io ci capisco più niente, rispetto ai tuoi ragazzi, rifletto sul passato (elettorale) e sulle esperienze vissute e tutto mi da nausea…loro son giovani e circondati dal “verde”, ma con le tue brillanti capacità, mostragli quell’unico verde della natura che ci resta da apprezzare; vuoi vedere che all’aria aperta comprendano che quelle cose sui giornali sono solo chiacchiere di fanatici spergiuri che si trovano da quelle parti, perchè quaggiùalsud abbiamo sempre combattuto e cercato di diventare un grande paese. Poi si sa come vanno le cose… Leggi di qua, leggi di la e non capisci più quello che è vero!

    1. Sono confusa ma su poche cose ho idee chiare, che già scritto così è sintomatico del tutto. Io vorrei vedere lungo, ma quel che vedo è la storia che cambia, nella testa degli uomini e forse è giusto così. Del resto dubito fortemente che al crollo dell’impero stavolta subentrino i regni germanici. Non c’è impero, e i reucoli son poca cosa.

  2. Padanista è davvero ridicolo. Lo dice una che è nata in Medio-Lanum

    ciò non toglie che linea di demarcazione linguistica (Rimini-La Spezia) tra italiano regionale settentrionale e centro-meridionale esista davvero, linguistica docet.
    e non toglie neppure che se a sinistra non si mettesse da 40 anni la testa sotto la sabbia su alcuni punti dolenti delle regioni del sud (ad esempio, il bilancio della Regione Sicilia, che da sola spende più di tutte le altre regioni messe insieme) probabilmente il padanismo non attecchirebbe in questo modo becero.

    1. Sull’isoglossa Rimini-La Spezia nulla ho da dire, da glottologa mio malgrado. Però che dal de vulgari eloquentia il bravino capisca che l’unità linguistica sia un concetto politico e fino a qui tutto bene, e che prima della vera unità politica raggiunta solo nel 1861 e ok è bravino, ci fossero solo uno stato del nord e uno stato del sud e che il bravino si immagini una lingua del nord e una del sud, credimi, l’isoglossa Rimini – La Spezia se ne stava verso il Liri o il Garigliano e non era nemmeno in discussione.

  3. Purtroppo i ragazzi assimilano ciò che sentono in famiglia. La scuola, almeno in questo caso, può fare davvero poco. Stancante sì, ma non demordere. Magari uno solo ti ascolterà, magari sarà la goccia nell’oceano ma goccia dopo goccia …

    Auguri!

    1. Sì è il caso della famiglia forte. E in questo caso una famiglia di medici immagino, professionisti, laureati cose così. Non possiamo cavarcela con “sono ignoranti”, non funziona.

  4. Oggi faccio la stereofona di Noise, ché concordo e ripeto quanto dice, parola per parola (non sono nata in Medio-Lanum, ma ci ho vissuto q.b.). Però c’è una cosa su cui non sono d’accordo: “ma non di politica politica, bensì di cose intelligenti, civili, di cose che non vanno, di “polis” – non sono d’accordo, cara prof. collega e amica. La politica politica, secondo me, è ESATTAMENTE quelle cose lì che dici dopo, e, se ce ne dimentichiamo anche solo per un attimo, e se smettiamo pure noi di dirlo, beh, la par condicio ha già vinto prima ancora di cominciare. 🙂

    1. Io ne sono consapevole e non amo la cosiddetta antipolitica. Mi pareva eccessiva però la voglia di par condicio del conduttore radio, forse non mi sono spiegata.

  5. Cara GG, sventuratamente queste (ed altre) prose possono essere smontate solo andando a falsificare le affermazioni in esse contenute. E quando alla fine dello sforzo, sfinita, pensi di aver dimostrato a tutti che si tratta di baggianate, se non di menzogne, comunque nella testa dei tuoi ragazzi (o degli interlocutori) rimarrà il messaggio di pancia, quello che fa sembrare ragionevole l’ampolla del dio Po, e fa credere all’esistenza della Padania (o di tante altre minchiate, sia chiaro).

    E questo perché? Perché da trent’anni almeno si è fatto di tutto per criminalizzare l’uso della testa, e promuovere l’uso della pancia, che ragiona sulla paura, sul piacere, sull’interesse, sull’emozione. Per questo Renzi fa breccia più di Bersani, Berlusconi più di Monti, Grillo più di Vendola.

    Oggi leggevo una mail spedita a mio padre da un suo collega. Stiamo parlando di ultraottagenuari, sia ben chiaro, ma gente abbastanza in sé per potersi scambiare email, quindi non proprio persone da ricovero per demenza senile. Bene, questo si confida con mio padre, dicendogli che, anche se bisogna turarsi il naso, non bisogna far passare i cosacchi, per cui lui voterà Maroni alle regionali, e Berlusconi alle politiche. Non perché sia convinto, ma per evitare che vincano i comunisti. Ancora una volta, il messaggio alla pancia ha fatto effetto: non conta il disastro fatto, conta che non salgano i comunisti (qualcuno li ha visti? dove? no, fatemelo sapere, non si sa mai….)

    E’ una storia partita da lontano, da quando facevo io il liceo. Allora solo poche persone illuminate lo capivano. Ora gli effetti di questa demonizzazione dell’intelligenza sono lì. Hanno la faccia dei politicanti che, ancora una volta, riusciranno a fare dei gran danni al nostro paese. Grazie all’incapacità logica dei nostri concittadini.

  6. Ho sentito ed interpretato quasi esattamente il tuo pensiero… ma per “bar condicio” io avevo scritto “paramenti” e non “parametri”… mi sa dovrò farti dare una manciata di lettere di sostegno dal dott.Ruzzle!!! 😉 kiss

  7. Mi incoraggia questo tuo post, uno sguardo acuto, ma non colorato di quel “verde”. Se certa Sicilia è stata storicamente maestra di ruberie varie, la Lombardia ne è stata alunna fedele in questi anni.

    1. Slo che condiscono i “fans” con slogan talmente anacronistici rispetto al malaffare che ancora non mi capacito del perché non siano ignoranti tranne “dentro l’urne”

  8. Arrivano già alle medie, alcuni, con l’adesivo verdolino da appicciccare qui e là. E quando li fai sedere accanto all’arabo, o al camerunese, eccetera, ci giocano, ridono, scherzano, copiano i compiti, e poi fai loro notare: e allora?
    E loro fanno un salto, di soprassalto e poi ti guardano e rispondo: ma che c’entra, prof, lui è un mio amico.
    E poi diventano grandi e votano Xxxx Xxxx.
    E se allora, fuori di scuola, fai notare anche, come dice Melchisedec, di come abbiano imparato bene, i siuri lumbard, a fare i propri (porci) comodi, ti guardano storto e vanno ad applaudire improbabili imbonitori che però, qui, rischiano di fare sfracelli. Dopo il Celeste, ci toccherà mica il Verdoni?

    1. Tu ancora li distingui. Aiutami. Che mi sa di aver preso la daltonite. Il daltonismo no, quello è roba da uomini, giusto?

  9. forse l’unica battaglia possibile per cervelli senza tempo quale quelli che vengono su oggi è lavorare sul renderli consapevoli di chi li guida politicamente a questi qua, di quali valori di ipocrisia, interesse privato e ladrocinio della cosa pubblica, anche Padana, li muove, boh.
    La massa scura avanza, comunque..

    1. non lo so, è che vorrei trovare altre soluzioni al “grigio diluvio democratico” che non sia quella di pensare di aver ragione e tutti gli altri ignoranti. Voglio armi severe per combattere.

  10. I giovani (mi riferisco ai grandi numeri) spesso rifuggono il pensiero critico abbracciando i facili slogan, gli anziani sono conservatori a oltranza contro il pericolo comunista, e poi ci sono le “casalinghe di Voghera” (non me ne vogliano le casalinghe di Voghera) che imparano la politica dalla D’urso. Speriamo che in questo magma emerga il sommerso pensante se no non resta che l’espatrio.

    1. è vero, il giovane indulge allo slogan, anche a me capitava. E ora, ora è emerso il criticismo. Lascio segni nei ragazzi, qualcosa germoglierà. Speriamo.

  11. …nemmanco io ho in Comune le sette Padaniche: ho fatto un corso per corrispondenza da esorcista. Il verde solo sugli alberi ed i Maroni solo d’autunno. Sui ragazzi… beh, i miracoli no. un sorriso.

  12. Bellissimo il titolo!
    Per mia infinita fortuna vivo in Toscana, quindi lo stupidario leghista mi è stato risparmiato. Che è una gran bella cosa per il mio fegato, perché il completo assoluto e totale cialtronismo storico dei leghisti passa di gran lunga la capacità di sopportazione delle mie coronarie, anche dal mio giardinetto toscano. Come arrivino a dire certe cose, semplicemente non lo riesco a concepire. Solo con le cretinate sui Celti si potrebbe fare un’enciclopedia. Scritta col sangue, magari…

    1. eh, vienimi a trovare, ti fo fare un pellegrinaggio, non hai idea, celti cletini… Il fegato ce lo ammazziamo a pinot, però.

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