Pedala!

Corrono le biciclette da quando eri bimba, e il tuo babbo lo ama il giro d’Italia e l’odore era quello del maggio, dello spolverio di luce dalle tapparelle abbassate, difendersi dai primi caldi, per vederli bene i corridori, alla tivù. La voce del cronista, non più la stessa, pomeriggi lunghi; leggevo Topolino, Gimondi (ce l’avevo anche alle biglie, in colonia); poi leggevo Piccole Donne, Saronni e Contini, poi le poesie di Piumini, Moser; poi con un salto profondo, leggevo il manuale assurdo di letteratura greca, e già dimenticavi i nomi, Fignon, Indurain, fino addirittura ai temi da correggere, ieri, ma l’odore di maggio passa dai raggi di bici e dal non disturbarlo, il babbo, a maggio.

Oggi, I pedalatori con la neve tradiscono il tempo, il piccolo di casa che in casa grida “il gruppo, si stacca si stacca, vince quello giallo, nonno”. Maggio ma odore di neve. Roba pesa, gennara. Pedala pedala gennara, l’hai voluta la bicicletta e ora pedala.

Ho pedalato in salita, ho fallito un paio di cronometro, ho indossato la maglia da vento rosa, che giorni appiccicati di caucciù per ora non sono, saranno, prima di sedermi in cima a un paracarro. Sì lo so sono scontrosa, o forse ho solo voglia di fare la pipì.
La fo, poi tornerò sul divano, in silenzio, col babbo, che a maggio va cosí…

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22 pensieri su “Pedala!

  1. Mi hai ricordato i pomeriggi a casa da piccola, col mio di papà che guardava il giro d’Italia, e quello di Francia e tutti gli altri. Per me era la noia assoluta, l’incomprensibile.
    E le palline… erano di mio fratello ma i nomi li conoscevo tutti anche io. Avevano un fascino speciale.

  2. Giri guardati nella sala comune di Hogwarts, uscendo dalla biblioteca. A terra zaini semi-aperti da cui spuntano copie di année filologique. Belle cose.

  3. Noi la pista delle biglie la facevamo in spiaggia, tirando il più piccolo per le gambe. E indovina chi era sempre la più piccola che si bocciava il culo con le conchiglie…

  4. Ogni tanto il Giro passava anche dal paesello ed era festa e le biglie erano tanto rovinate che non si vedeva più il Bitossi che c’era dentro.
    Il mio babbo, scampato alla malattia e tornato quasi sano, in questi giorni non si perde una tappa. Il marito, lo sapevo quando l’ho sposato che di ciclismo era malato. Il Giro, ancora di più il Tour, belli, anche da leggere 🙂

    1. vero che il ciclismo ce l’hai in casa (e non solo visto in tivù).
      il Giro, che annuncia (di solito) l’estate…

  5. Anche il mio nonno Gigi ce l’aveva questa cosa, che quando Pantani, ‘eh Pantani…’, c’era rimasto proprio male. Ho avuto un amore, che mi ha trascinato a guardarle, le bici, nell’ultima tappa sotto il Colosseo. Se già il sapore di quei pomeriggi di maggio era nostalgico prima, ora commuove quasi. Non so se avrò il coraggio di cercare una tivù, quest’anno.
    (Grazie <3)

    1. Grazie a te del passaggio e del ricordo. Certi amori trascinano e anche una corsa di biciclettta può diventare nostalgia.

  6. da me il ciclofilo di famiglia è papà, per quanto sia rimasto ad Eddy Merckx.
    io ho avuto un periodo ciclofilo tra liceo e università, poi basta.

    1. idem, è papà il ciclofilo televisivo, va detto.
      Io sono abbastanza desportizzata, mi basta leggere qualcosa al suo fianco.

  7. sento sempre una certa tranquillità quando sento il rumore dei commenti sulla tv (sul ciclismo o pattinaggio anche), perché mi ricorda della mia infanzia e come la guardava mio papa la domenica. Leggendo tuo post, mi è venuto un sentimento di riconoscimento. Bello. Ciao!

  8. pedala, pedala, dici e mi si accende un ricordo: sputavo sangue su una salita valdostana, arrivo ad un tornante all’interno di un paesino, un bimbo è seduto annoiato sui gradini di casa e mentre gli passo davanti al rallentatore grondando sudore mi guarda e con una spocchia tremenda mi cantilena un “pedala, pedala” come mi stesse dando dell’imbecille. ne avessi avuto la forza me lo sarei sbranato (quando fatico divento ringhioso)
    🙂
    ml

    1. E certi bambini ti inchiodano, con quello con cui i grandi inchiodano loro. Io non pedalo, ma ringhio in salita e in fatica.

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