Acida

Al terzo consiglio di classe (nella giornata più soleggiata, ovvio) allo sciorinarsi finale di cristallizzate manìe formule tic e onanistiche autoreferenzialità mi sento dire finalmente “ma sei più acida del solito, tu”.
Non è per niente vero, mi chiedo a cosa pensino i negozianti quando vendono, a cosa pensano le fidanzate quando baciano, a cosa pensano i professori quando professano.
Professo di diventare più buona, almeno per Natale. Che poi, a giudicare da tutti i compleanni che ho festeggiato in questi ultimi dieci giorni, ma tanti, almeno una quarantina tra amici parenti conoscenti, a Natale non è che siamo tutti più buoni, solo si tromba di più.