La regola della nebbia, della palla freudiana e dell’arbre magique

Che dieci giorni di nebbiolina grigio topo vanno bene, somigliano al tuo modo di percepire le cose, coperto, latteo, in lontananza.
Che appena dici va bene, voglio solo una casa dove il materasso non sembri ad acqua perché umido ma per il rotolarsi daffianco a didosso, ritorna il raggio di sole, pure l’autunno mi contraddice il tempo
Che appena un omeopata ti dice niente latticini vorresti fondare una gelateria, niente cioccolato vorresti visitare vienna e tutte le palle di mozart del tempio e va bene. Ma poi ti dice niente carne di maiale e a te che della carne di maiale te ne è sempre fregata una cippa ora vorresti uno stinco, e nemmeno di santo.
Che la nebbiolina di prima era pure pioggerella e due volte su due ti sei accorta che hai portato a pranzo fuori amici, in posti sempre più inaccessibili, boschivi, sterrati, inculoailupi. E che solo questa è la bellezza.
Che la persona che ha dormito vicino a me ha sognato che i grandi alberghi, quelli più alti, a svettare su una spiaggia che conosce, ad uno ad uno si piegavano a crollare e tu non hai il coraggio di scomodargli il dottore viennese, ah, vienna, sticaxxi alle palle di mozart che manco te le puoi mangiare, le palle. Tu.
Che il ragazzo della pompa di benzina (quanto è importante a volte un complemento di specificazione) è riuscito a intrattenerti tre minuti su quanto sia il meglio il gusto menta glaciale dell’arbre magique. Forse non è adatto all’inverno però lo prendo, ho perfino risposto.
Che non ho uno straccio di nube e nemmeno un’idea di cosa farò nella vita. Credo finalmente pulire, lavare la macchina. Che mi pare sprecato sennò, l’arbre magique.

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36 pensieri su “La regola della nebbia, della palla freudiana e dell’arbre magique

  1. brava. pure io ieri ho pulito a sfinimento, e stanotte ho sognato di pulire alla chetichella una stanza in cui il cugino di mio marito (che aveva la faccia del barista sotto casa) stava limonando di sfroso con una. io gli dicevo di far finta di niente, che stavo giocando alla cameriera, e poi lo raccontavo a mia cognata, la quale si rotolava dalle risate. P.S. non fumo più nulla dal 2008 😀

  2. ma anche dalle tue parti ci sono quelli che portano la macchina all’autolavaggio a gettoni nelle notti d’inverno lattiginose di nebbia? io ho sempre pensato che sia un paravento per robe losche o, nella migliore delle ipotesi, un po’ porche

  3. Io fino a fine anno niente latticini, niente lieviti, niente frumento, niente zuccheri, niente pomodori e niente alcolici, e non ti dico come sto messa gatta, veramente malissimo, ma credo che dobbiamo fondare un movimento per impalare gli omeopati, specialmente quelli da cencinquan a botta. (detto questo, se domani faccio il botto uno spriz me lo bevo, checcaz).

    1. Ah lo so, sto tentando una via nuova per un fastidio vecchio che la medicina tradizionale non ha più volte risolto. In fondo, se è acqua fresca, avrò solo speso un po’ in sciroppi al carciofo 😉

      1. Non solo, a mio avviso, dando a discipline-non-discipline aura attraverso la tua attenzione avrai contribuito a dare loro valore, in qualche modo. (E’ come quando si crede a una bufala o a un flatus vocis, a mio avviso, ma su queste cose io sono parecchio talebana, colpa mia!).

        1. so che ci crederai, ma pure io, ho sempre tenuto una posizione forte rispetto a queste che ho spesso chiamato “ciarlatanerie”. Infatti la stranezza sta qua.

  4. io lo so cosa dovresti fare nella vita, l’ho detto altre volte. che anche questo – questa evoluzione che dispieghi a tinte fosche e losche – è la bellezza.

  5. Io ci sono stata, dall’omeopata, e mi pareva Freud in persona. Ho parlato e parlato (e pianto). ‘Come ti senti?’ ‘Stanca’, e giù le cascate del Niagara. I latticini non me li ha tolti (penso avrebbe dovuto) ma io uscita da lì son stata subito meglio. Ma chissà se era lei che era brava o io che avevo bisogno di un ascoltatore distaccato. L’autunno è arrivato e l’estate l’ho persa, ti sento vicina, come spesso accade. Ti abbraccio

    1. Di un ascolto distaccato abbiam sempre bisogno. Avevo un medico di base ottimo “ascoltatore”. Lo chiamavo il ciarlatano ma anche i ciarlatani hanno un posto nel (nostro) mondo. Un bacio per la vicinanza.

  6. anche secondo me l’omeopatia è acqua fresca. per i latticini, fatti prescrivere un breath-test dal tuo medico curante e togliti ogni dubbio.

    1. Sono a un punto di questa mia sciocca esistenza, che mi pare provabile anche l’improbabile. Soprattutto se il tradizionale fallisce. Magari sfodero quello che un mio alunno ha chiamato ssantocielito lindo “effetto PLASIBO” onorando i miei tre anni di latino.

    1. Cambiare la macchina aspetto un po’, spero in lunghe nevicate e questa puo’ fare anche sporca, il suo. Sull’altra cosa, dovrei spingermi verso la gerontoqualcosa. Lassa stà.

  7. Oh cara che vuoi già sapere che fare nella vita alla tua tenera età! Senti a me, arrivaci a Vienna e buttati con tutta la forza che hai in una splendida SacherTorte ripiena all’albicocca…
    Che vuoi di più dalla vita. Poi da grande ci penserai! 😉

  8. mi associo al concetto “alla larga dagli omeopati.” Che una palla di mozart ben gestita fa miracoli, altro che zuccherini allo sputo e alcol macchiato. Facciamoli piegare ‘sti grandi alberghi sulla spiaggia, e viviamo con quel che c’è di bello, menta compresa, E a lavar la macchina solo se il ragazzo della pompa di benzina (aridaje con il complemento di specificazione) merita.

    1. Aridaje col complemento di specificazione. Nello specifico è troppo giovine, il ragazzo. Ti rubo quella degli zuccherini allo sputo.

  9. Dai, GG, un bel lavare della macchina, dentro e fuori, con lucida cruscotto e gomme, è sempre di soddisfazione grande. Se poi ci dai la cera pure, ti senti santo.
    Peccato che, di solito, di lì a due ore, attacca a piovere.

    Anonimo SQ

    1. Ah ah ah, io la lavo così, invece, la porto alla pompa di benzina e dico al ragazzo, “dentro e fuori, grazie” e poi pago. Son soddisfazioni

  10. Chissà cosa avrebbe da ridire l’omeopata sui miei menu… ma secondo me lui, quando torna a casa alla sera, si spara un big mac tanto per cominciare, e poi accompagna con gnocco fritto e lambrusco. Ah, che accoppiata celestiale….

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