I vitelli dei romani sono belli. I miei alunni di più.

Le feste appena passate hanno visto, rispetto agli anni scorsi, un calare di sms e auguri virtuali da parte degli amici e dei parenti, forse perché deve essere per forza terminata l’abbuffata mediatica degli inizi, quando era divertente nascondersi sotto il tavolo per la paura che ti entrasse in un occhio il tappo dello spumante e mentre ti acquattavi mandavi e ricevevi quei messaggini uguali per tutti e asettici che Diocenescàmpi e gamberetti, anche.
Ricordo, anche se non c’entra un piffero con quello che volevo scrivere stasera quando ho aperto il post, un collega che evitavo come la peste, sempre rosso in viso, che mi dava del lei, uno di quei bonaccioni che a quaranta anni suonati non ne hanno mai vista una da vicino, che vivon con la mamma anziana, che te lo trovavi alle spalle senza sapere da dove sbucasse, ecco lo ricordo, per molti anni dopo la supplenza comparata, scrivermi alle 00.01 di ogni natale di ogni pasqua, lo stesso sms. Auguri auguri auguri!
Insomma né lui né parenti né molti amici si son ricordati di me a queste feste (leggersi con tono di sollievo). È stato l’anno degli ex-alunni e sta cosa mi ha scaldato il cuore.
Tanti, mail, sms, visite, regalini, incontri, ricordi. Roba che mi sono detta “ammori!” Roba che mi sono detta “forse stai trascurando qualcosa nella tua vita, nevvero?, dov’è il tuo privato, scioccherella?”

Non poteva mancarne uno. Il più bello. Nel senso che c’e sempre l’ex alunno bello. Ma bello bello eh. Quello che ora se ne sta a fare il phd in Hyundailandia, che ti scrive una volta l’anno, da quando lo bocciasti, in seconda. (Che ti scrisse per ringraziarti, della bocciatura). Circa dodici anni fa. Poi è diventato grande, e si esce per una pizza una volta l’anno, soprattutto se deve partire per Hyundailandia. E soprattutto se da lì ritorna, una volta l’anno. E onora l’impegno, col suo impeccabile pronome di cortesia, quel “lei” finissimo vicino al sentirmi chiamare per nome.

E ti scrive per confermare la passeggiata di domani, complice il tempo stranamente dolce, ti scrive mentre stai correggendo i testi descrittivi del compito in classe dei trenta primini. Organizzo l’incontro e intanto leggo l’ultimo compito, spossata. La consegna era di scegliere una persona che si conosce bene e descriverla in due modi diversi, differenziando approccio soggettivo/oggettivo scopo espressivo/informativo e punto di vista avversario/neutro.

E leggo: “la professoressa Roceresale quando arriva in classe è già arrabbiata. Sfoga la sua ira sugli interrogati. Alcune volte fa delle battute che solo lei riesce a capire, se facciamo cadere qualcosa inizia a schlerare (con la acca)…” Poi, per amore invece di neutralità e oggettività, leggo “la professoressa Roceresale non è tanto alta e neanche tanto grassa…”

Non sono neanche tanto grassa…
Io mi sono messa a dieta. E chissà come saranno le professoresse in Hyundailandia.
I miei alunni invece sono belli. Altroché.

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33 pensieri su “I vitelli dei romani sono belli. I miei alunni di più.

  1. Essì quest’anno anche qui niente sciocchezze benaugurali! Bisogna festeggiare 🙂
    Insomma non sei tanto grassa… impietosi ma non credo del tutto oggettivi, i parametri degli adolescenti di solito sono piuttosto anoressici e in ogni caso li aspettiamo al varco con tutti i loro chiletti di troppo tra circa vent’anni…

  2. Per anni ho ricevuto quegli sms ‘prestampati’ tutti uguali privi di tutto e che puntialmente ho buttato senza neppure rispondere! Poi qualcuno ha ben pensato di spostarsi su Wazzap!! è pure gratuito!!! E allora ho buttato direttamente il contatto! Che soddisfazione….anno nuovo senza Wazzapspamming!
    E poi comunque questi ex alunni sono sinceri, il fatto di esserci ancora pure dopo la bocciatura e pure dopo essere diventati ex..è belloassajie

  3. Tieniteli cari i tuoi alunni. Non sai quanto, nel tempo, io abbia apprezzato certi miei professori. Il figlio di uno di loro, il mio “marstro” l’ho incontrato in rete, scrivendo di suo padre. Non ci siamo mai visti, nonostante viviamo nella stessa città. La vigilia di natale, nel mercato coperto del centro storico, me lo trovo davanti. Ci riconosciamo in un srcondo, dalle foto del progilo facebook e un abbraccio affettuoso, in nome di suo padte, ci ha uniti. Un bel regalo di Natale.

        1. No, il fatto che facendone molti anche io con il “tascrìin”(come lo chiama mio nipote) quelli degli altri non li vedo più. Quelli degli alunni invece li vedo benissimo 😉

  4. Ma se ti mancano, ho ricevuto almeno 4 volte un cazzo di filmino con un gattino che non so che abbia a che fare con la befana, ma comunque, se ti mancano le catene, te lo mando eh. Con affetto.

  5. Tu non sei grassa !
    Sei “dotata” giusta nelle zone giuste, se ricordo bene un tuo bikini steso ad asciugare, in un post di quest’estate.
    Ah, i giovani, non capiscono …

    Anonimo SQ

  6. Nel mio piccolo, ti dirò che nei dieci anni di biblioteca, la cosa più bella è stato il contatto con gli studenti: tutti belli anzi bellizzimi e guai a dire il contrario. 🙂

  7. Certo che, penso io, questo post fa nascere delle curiosità.
    Causare capogiri al bonaccione e’ già un indizio, superare la prova coppe sullo stendino un interessante punto di vista.
    Non ci resta che sperare nel 3D per le prossime feste ;))

  8. Una vera dichiarazione d’amore per i tuoi alunni, tutti belli e qualcuno pure simpaticamente impertinente.
    Dai, su non essere così severa con loro. Sono passate da poco le feste di Natale, c’è ancora tempo per rimettersi in riga… 😀
    Nicola

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