L’allegro chirurgo

-Si è sfilato un tubicino nella notte. Corra. Le devo togliere l’altro, ora. Ah, ma qui c’è in corso un’infezione, la devo suturare senza anestesia. Ahi. Suvvia. Finga che sian zanzare. Di queste dimensioni? Sa, io vengo da Pavia. Perché è così preoccupata? Una strana formazione? Va là, vesciche, è allergica ai cerotti. Sciac! Ahi. Va tutto bene. Ah, qui c’è piccola necrosi-.
Necros dal greco vaffanculos.

Poi lo guardo bene, ho tempo. Da dietro. Alto, ampie spalle, gambe lunghe, non so quanto virile, di quella virilità che ti semberà sempre appena rubata all’odore di pane. (La cesta del pane, prova, oh chirurgo)

O è virile rubato ai profumi di giugno, quando sono le dieci, le strade son luci, poche ore e son baci e le zanzare un corollario nella storia, te ne freghi di zanzare mentre scopi.
Allora ho capito dove mi fa male. (Su, mano ferma, tocchi, sono all’osso del desiderio)

Desiderio. Vedersi, riconoscersi, guardarsi, capirsi, in vent’anni ogni volta stupirsi con stizza della propria immagine riflessa. Vent’anni cancellati in pochi giorni. La si può chiamare estetica? Aistanomai, dal greco vaffanculos, era ora.

Il crampo dello scrittore vedrò cosa fare; le farfalle nello stomaco, invece, lasciare lasciare!

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54 pensieri su “L’allegro chirurgo

      1. Non sono farfalle mie, ma il tuo stregonedi famiglia si è parlato col cerusico ? Perchè quelli han strane abitudini (i cerusici). Me li ricordo…

        Anonimo SQ

  1. brava, hai raccolto tutti gli stimoli, anche i miei, anche se sei un po’ stringata, anche se di persona, invece, è difficile infilarsi nel suez delle tue frasi, in definitiva, è di eros-thanatos che tratta questo post, in ospedale si scopa come ricci, questo narrano infermieri e medici, è fisiologico come la tua soluzione nella boccia rosa, si scava nell’Ombra dei corpi, dopotutto, le suture e gli strumenti si travestono, ho sognato quasi tutte le infermiere decenti che mi son passate accanto, quando ho avuto la fortuna di soggiornare presso le colonie penali del ministero della sanità. Daje.

    1. Ahahah, allora è allo strappo al cavallo che dovevan metter ferro!!! Non vedo l’ora di tornare al trotto, hai ragione!

  2. Oh mamma Gatta, io quando ti leggo (e rileggo) mi sento sempre un po’ intontito, c’è poco da fare. A volte non capisco, ‘ma mi piace assajie’ rileggere e continuare a non comprendere se non le farfalle nello stomaco… E poi che hai cacciato!!! L’allegro chirurgo…Operiamo….Operiamo… il vecchio refrain miè tornato in mente al solo guardare l’illustrazione! Attenta ai tubicini Gatta ;)))

    1. stavolta è stato il mio turno di essere intontita, una cosa è certa, a me piace averti tra i lettori e leggere te, caro amico di quella piazzetta in cui torno spesso.

  3. ciao. Ho chiuso il mio blog lotjina…. Me ne ero stufata, delle cazzate, non sapevo più cosa scrivere, a volte vorrei solo un indirizzo email. Il web è omnipresente. Ma ci sentiremo, io posso continuare a seguirti. Ciao ciao!

  4. Mi piace the Pellons’
    Fa le domande giuste e riesce a dar voce ai dubbi e ai pensieri, ai miei almeno.
    Riesco appena a starti dietro quando vai al trotto.
    E si’ che corro, ma che corro a fare se non riesco ad afferrare le farfalle al volo?
    Bah, finirò per unirmi ai trentatré trentini per le vie di Trento trotterellando.
    Easy ciao.

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