La pista di ghiaccio

Sellerio, libriccino blu. Un noir. Avvincente. Di Roberto Bolano.
Da tanto volevo leggere questo autore cileno (ma in realtà più messicano e/o più spagnolo), avevo sul kindle in attesa questo titolo per me molto evocativo.

Parlano tre personaggi, la narrazione una prima persona con tre focalizzazioni (che in realtà per amore si sdoppiano e sono quasi sei). Parlano delle loro vite che per sbaglio si toccano, un legame di lontana amicizia, il matrimonio con un di quei collega. Un poeta sbandato custode di un campeggio, tendenza a vagabondare nella città di Z. La prima voce.
Il datore di lavoro, un uomo affarista a metà, bohémien per un quarto. La seconda voce.
La terza voce un impiegatuccio, borghese piccolo piccolo, sudato, ciccione.
Cosa succede quando uno dei tre si innamora (un altro invece proprio se la fa) perdutamente di una bionda pattinatrice catalana esclusa dalla squadra?
Lo spazio della narrazione sono le strade, le tende canadesi, le spiagge desolate di Z ma è soprattutto palazzo Benvingut, un labirinto, topos letterario per eccellenza in cui tutti i personaggi principali, seguendo le briciole- segni lasciati dai personaggi comprimari, finiranno a convergere perdendovisi dentro. Perdendo ciascuno una parte della propria identità.
Solo a metà del narrare il ghiaccio sarà sporco di sangue.
E il narratore (non i narratori) rovescia le carte in tavola perché il cadavere è di chi non ti aspetti e l’assassino anche, non te lo aspetti. E chi ti ha mostrato repellente e antipatico fin dall’inizio è l’unico a possedere il dono di una redenzione finale, certo, senza idilllio, come si suol dire.

Che ci ricavavo andando al palazzo Benvingut? Niente, solo aggiungere altro dolore al dolore accumulato. D’inverno, inoltre, il Palazzo è un posto troppo triste. Le pietre che ricordavo blu adesso sono grigie. I sentieri che ricordavo luminosi sono adesso coperti da ombre. Sicché ricorsi al freno, girai in mezzo alla strada e tornai a Z. Finché non mi fui allontanato abbastanza evitai di guardare nello specchietto retrovisore. Quello che è perso è perso, io dico, e bisogna guardare avanti...”

Eccomi ancora partecipare ai Venerdì del Libro di Homemademamma

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9 pensieri su “La pista di ghiaccio

  1. Con un titolo così è evocativo anche per me… Lo cercherò perché mi ha fatto venir la voglia, Su reader anche se coi Sellerio blu è un peccato perché le pagine sottili e lisce mi ricordano tanti momenti belli.

  2. Non ho mai letto libri di questo autore. Il genere non mi dispiace ma per il momento ho una lista d’attesa davvero lunga: magari piu’ avanti quando avrò smaltito un po’ di letture…

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