Click to click

Cinque minuti ci son voluti, per fare click, e rinunciare a una delle tre identità.
Non mi spiacerebbe si potesse far così anche là dove vivere non è rivedere i campi di un form.
Anzi, sai che bella la vita dei click.

“Ah quella ha parlato male di te”, click.
“L’ostello non ha risposto”, click.
“L’orario è un emmenthal”, click.
“Mi sa che non ti amo”, click.
“La febbre il giorno prima di partire”, click.

E poi capisco, sto confondendo il click con il buon vecchio fanculo.