Il blu è un colore caldo

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Incantata da albe e tramonti tutti rosa, incantata dall’idea di avere una motocicletta senza saper guidare, un cane avendone paura, un marito (ma questo solo tra qualche anno, sono troppo giovane ancora), e incantata insomma da qualcosa cui avevo sempre detto no.
La graphic novel. Che chiamavo banalmente fumetti.
E grazie al regalo di un amico nuovo (incantata anche da questo, grazie anche a te, Sìvembre) che mi ha iniziato al genere, in due settimane, ne ho lette alcune deliziose.

Il blu è un colore caldo (la disegnatrice è una giovane ragazza del Nord della Francia, Julie Maroh) è uno di quei libri che la prossima volta andiamo a distribuirli alle sentinelle in piedi, che si siedano e guardino le figure, almeno.
È la storia di una adolescente, Clem, che fatica a leggere i segni del suo corpo, le emozioni, le pulsioni e soprattutto vive male sulla pelle i messaggi di una società che la chiama ad essere quello che non è.
Fino a quando una donna dai capelli blu non entra nella sua vita, portando lo scompiglio dell’amore a lei e dei pregiudizi a chi intorno a Clem vive, genitori ripudianti inclusi.
Clem non può sopravvivere al freddo delle contraddizioni, dei tentennamenti, dei tradimenti. Lo sguardo che posiamo sui bellissimi disegni è delicatissimo come l’amore omosessuale tra le due ragazze.

Il libro è quello che ha ispirato il film “la vita di Adele” (che non ho visto).

Il libro me l’ha “spacciato” la bibliotecaria, tenuto dietro gli scaffali perché sai com’è, un po’ “spinto”. Segno che di strada ne dobbiamo ancora fare tantissima a scuola, per pensare la sessualità TUTTA come qualcosa di integrante nella vita di un adolescente (che la si viva o si scelga di aspettare, in ogni caso c’è, la si deve poter GUARDARE).

Con questo libro partecipo, come non facevo da tempo immemore, ai venerdì del libro di Homemademamma.

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41 pensieri su “Il blu è un colore caldo

  1. Sì, cara, questa cosa di considerarli asessuati, gli adolescenti, è triste. Considerando, tra l’altro, che se c’è un concentrato di ormoni nel mondo, son loro. Lo cerco. Amo le graphic novel in generale e questa promette assai.

  2. La mia esperienza con le figlie mi dice che non hanno nessuna delle sovrastrutture che i “nostri” genitori, salvo casi illuminati, si erano premurati di cucirci addosso insieme all’educazione di base. Ben vengano queste graphic novel ma forse a andrebbero date da leggere agli adulti…

  3. mi hai convinto già a metà. ora l’unico discrimine è il costo (chéP mannaggia, le graphic novel non son mai a buon mercato)
    la vita di adele ce l’ho scaric… ehm, non l’ho ancora visto, ma conto di rimediare presto.

    1. Ehm, vedrò di farmelo scaric…ehm, di vederlo anche io, presto. Per il costo, ho ovviato con il sistema bibliotecario. Risolve due problemi in uno (oltre al costo, il trasloco se aggiungo un solo libro qua dentro)

  4. Ho visto il film una decina di giorni fa. Un bel film davvero o almeno, a me è piaciuto molto, per quanto io non ami, un po’ infantilmente, film con un finale sospeso. Se il fumetto merita anche solo la metà sarà mio. Grazie mille per la segnalazione.

    1. Mi è stato detto che l’autrice del fumetto non è stata affatto contenta della trasposizione cinematografica, ma di più non ho approfondito. Vedrò il film, appena mi sarà possibile. Ps. Io amo i finali sospesi!

      1. Una voce blu come quella della poliziotta di “Almost blue” di Carlo Lucarelli? 🙂
        (E con questa credo di aver finito ogni riferimento alla parola blu in musica o letteratura. Credo!)

  5. Visti appena usciti sia il libro che il film, ma io amo entrambe le forme espressive. Capisco la contrarietà dell’autrice alla trasposizione cinematografica, sia perché il film ha un finale aperto (probabilmente per realizzare un sequel?) ed invece nel fumetto la storia è narrata “a posteriori”, quindi si sa come va a finire, sia perché lo sguardo dell’autrice è in effetti lo sguardo di una giovanissima, mentre quello del regista in alcuni tratti è da adulto voyeur (e non nelle parti di sesso). Penso che libri come questo siano adattissimi agli adolescenti e forse anche agli adulti, visto che l’educazione affettiva purtroppo non è materia di studio. Mi fanno sorridere i timori sulla licenziosità di alcuni disegni, quando ormai qualunque adolescente può trovare ben altro in rete…e magari pensare che la sessualità normale sia quella di professionisti del porno…

  6. Rieccomi! Altre graphic novels che ti raccomando ad occhi chiusi sono:

    Bastien Vivès, “Il gusto del cloro” (The Box Edizioni)
    Charles Burns, “Black Hole” (Coconino Press)
    Favia – Bufi, “Il settimo splendore” (Bao Publishing)

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