forte sempre più forte come fosse l’America

 

Avere a scuola per un progetto di scambio una collega giovanissima, americana.

Poterla avere in compresenza, previa progettazione didattica da consegnare a giugno.

Vedere a settembre tutti i progetti definiti con “contenuti da definirsi”.

Conoscerla per caso, piacere sono Brenda, e sentirsi dire “ah, tu sei quella del progetto sulla comedy, molto bello, dunque son felice che è proprio il mio lavoro di tesi”

Rivederla e chiacchierare, piacevolmente che io di colleghe con cui parlare di Nora Ephron e di Bill Hicks non ne ho molte.

Riincontrarla e parlare di flipped classroom. E lei ha venticinque anni, vive a New York e studia italiano e ora insegna in una scuola italiana. E sapere che io non ho più venticinque anni e porto i capelli come Susan Sontag e lei mi dice “wow conosci anche lei” (vabbé questo perché conosco in verità la cara Noise)

E così Brenda parla con me di Gramsci anche e mi chiede perché le persone con cui sta lavorando al Durocome non sappiano chi sia. E perché i ragazzi non sanno cosa sia l’HIV. E tante altre cose.

Io le dico che molte sono madri e mogli approdate all’insegnamento solo perché insegnare permette maggiori libertà di fare la madre e la moglie e poco altro loro importa, certo non di leggersi Gramsci la sera; le aggiungo che al Durocome anni fa seguii io un progetto di educazione sessuale e alla salute boicottato fortemente da chi ritiene il sesso un tabù. E da CL (ma questo non gliel’ho detto, non avevo voglia di spiegarglielo né in italiano né in inglese).

Sono contenta; Brenda mi ha detto che a Bologna, dove è stata a insegnare, non è così. Io le ho detto che a Bologna ho il mio parrucchiere di fiducia e lei mi ha risposto che a New York ce ne è uno famosissimo che tratta solo i capelli ricci, un luminare, che te la cavi con 300 dollari per un taglio.

Mi sto affezionando parecchio a Brenda.

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29 pensieri su “forte sempre più forte come fosse l’America

  1. Il mio commento mi rendo conto non c’entra niente ma il titolo mi ha portato immediatamente alla mente questa canzone, poi ho letto il post ma oramai nella mente suonava questo …

      1. Non è niente più del nanetto già riassunto, credetemi: gli studiosi non sono mostri sacri, sono persone con le quali, se si studiano le loro cose, in contesti acconci, si discute da pari, intellettualmente. Ciò che è avvenuto in quella occasione.

  2. eh. la gioventù vuole sempre parlare di cose che sembrano importanti ma che poi sono più di tutto curiosità. Lo dico io che ho trentatre anni. Che ricordi.

    1. Lotje in realtà non è questione di età ma di preparazione e di formazione. Gramsci e gli altri argomenti di conversazione non sono curiosità ma cultura, e non una cultura da rotocalco. E il sistema americano vuole insegnanti giovani e formate. E io, per provocazione, l’ho portata a parlare di parrucchiere, così la preparo meglio a certo italico sistema (non tutto eh…)

      1. non voglio parlare male di vostra ‘high culture’ eh. Sono anche io una fervente diffondatrice di articoli su Galla Placidia, Etruschi, Romani, etc. Purtroppo Gramsci non conosco bene. Anche se dovrei, capirei meglio il film 900 se avessi letto Gramsci che ho visto questi giorni (almeno ho provato di finirla, ma da quando sono madre, non sopporto più la molestia ai bambini e spengo la tivù in tal caso)

      2. hihihi, ho fatto più o meno la stessa cosa con un ragazzo tedesco che ho conosciuto qui a Roma. Lui infervorato con Dante, Manzoni, Petrarca, e io gli ho fatto scoprire Giorgio Canali, Maccio Capatonda e , Toti e Tata 😛

  3. Il problema è che poi le brende ripartono, e qui resta il solito panorama di madri e mogli, che ben descrivi. Sai quante ne conosco, qui a piccolacittá? E alcune erano anche persone intelligenti, e curiose. Ma han preferito sposarsi una sicurezza, parlare di cacche e poppate e insegnare. Senza passione. E quindi male. Se andate a NY ci porto pure i miei, di ricci, eh!

  4. credo sia davvero gratificante incontrarsi e intendersi tra persone che sono distanti per età, esperienze, geografia ma che evidentemente hanno predisposizione a trovare un terreno (fertile) comune.
    ml

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