Acqua e neve

Acqua e neve, seguendo l’altitudine, così oggi, uscita da scuola, vedevo le auto incofanate di bianco, e poi intorno era finalmente tutto gennaio, le mie prealpi sfidavano gamme di grigio impraticabili dai lapis.
E allora sempre a chiedermi se vivo appena appena meno alta di quanto basti ad essere bianca.
Me ne sono andata da questo scrivere, che si fa così in rete, direte, vi dico che non ho trovato il motto, o ne ho trovati cento e mentre cercavo parole per iniziare un anno, l’anno è iniziato da solo, il mondo si è riempito di cose troppo difficili per questa prosa da niente che ho, così ho lasciato atterrare aerei, ricevere messaggi, salire sulle auto, riprendere treni, 77 temi che aspettavano solo la Befana, ricevere madri cattive, allora meglio i messaggi e poi non trovare le mutande.
Come possono sparire delle mutande, così, mi chiedo, senza nemmeno che siano arrivate alla lavatrice.
Eh, sì, mi mancava la malizia di chi ora è lì a dire era ora, che ti sparissero le mutande tra i meandri del divano birbone, perché lo so che siete lì a pensare che saranno nei dintorni del divano, e pensate anche il tutto dopo una domenica pomeriggio in cui qualcuno con gli occhi azzurri, e qui vi sbagliate, che chiedetevi prima come mi piacciono a me gli occhi, azzurri è banale.
E poi, gennaio è iniziato da un pezzo, ho da fare, c’ho i Comeback che quasi si fanno bocciare, e c’han l’esame, ciànno, e voi qui a cincischiare, a farvi dar retta, su come e dove e gli occhi e le mutande.

L’etimologia di mutande, poi, tenetela presente. Che ai Comeback s’è dovuto spiegare anche chi sia Priapo e ho detto non cercatelo sul web adess ops, dice Ventodi(sup)ponente mentre smanettava il cellulare, dice e si è fatto di porpora, dice troppo tardi, prof. E poi all’intervallo tutti affermano di aver visto Priapo e quanto ce ne sono, di tipi, eh Priapi.

Ma voi preferite l’acqua o la neve? E vi piace gennaio? E secondo voi lo indosso bene il nome di Heidi? Mi sorridono le prealpi. Sarà l’acqua, la neve, gennaio, chissà.

Scappo, stasera broccoli, zuppa di cipolle, quante cose, scusate.

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42 pensieri su “Acqua e neve

  1. Zuppa di cipolle, parliamone: classica francese o carabaccia? (E qui nessuno pensa nulla, che delle tue mutande fai – legittimamente – quel che ti pare).

      1. La carabaccia di solito non si fa gratinata, ed è meno ricca di formaggio di suo. A me piace di più perché, come è noto, amo i gusti puri, anche se pure quella francese mi piace molto, ché poi io non sono difficile, a tavola, sostanzialmente mangio di tutto.

  2. Soon talmente sconclusionata che mi dicevo ma chi è ma cos’è ‘sto blog quando l’ho salvato? Scusa. Auguri. Per tutto. Che non faccia troppo freddo, altrimenti senza mutande si gela. Baci.

  3. Di Neve di quaggiù non se ne vede, un po’ sulla cima del vulcano ma in tempi eccezionali e di acqua in questi giorni ne scende a secchiate e io sono intollerante e non sopporto nè l’una nè l’altra…
    gennaio non si può spiegare e questo meno degli altri già vissuti:

    (…) Dio di misericordia / il tuo bel Paradiso / lo hai fatto soprattutto / per chi non ha sorriso / per quelli che han vissuto / con la coscienza pura / l’inferno esiste solo / per chi ne ha paura (…)

    1. E ne conosco un’altra di ciclista spalmata di gennaio. Forse non è il mese a due ruote. Consolazione: io mi son spalmata sotto i portici a Bologna, quella pavimentazione liscissima per due gocce di pioggia. Un male! Ed ero a piedi…

  4. Che bell’affollamento. Quando gli inizi son così, si può immaginare un bell’anno a venire. Ecco, forse è quello che mi allarma sempre di gennaio, che si legge in prospettiva e se ne sta, lì, solido e intero, senza un carnevale (febbraio), un compleanno (marzo), una primavera (aprile) e una promessa d’estate (gli altri, poi). Ma anche se è tutto d’un pezzo, fila via veloce come tutti. Quindi gioire bisogna, soprattutto quando si può. Ti abbraccio.

    1. Stavolta è proprio questione di latitudini; difficilmente ( e stranamente, aggiungo) sulle prealpi gennaio si ferma grigio. È tutta luce. Spesso è favonio. E questo influisce, ovvio, sui piaceri.

  5. gennaio ha la crudeltà tipica di un periodo che, anche se taciturno, sembra essere sul punto di spalancare cose schiette come il suo cielo. ma poi il vento tagliente con cui ti screpola le mani ti ricorda che è pur sempre inverno pieno…

Parliamone...

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