La domenica di #ioleggoperché. Cita-un-libro 5

Etica e morale, declinati come meglio credi, ha decretato la vincitrice del quarto round di cita-un-libro di #ioleggoperché, da oggi dunque giudice del quinto, Iome.

Etica e morale, ai ritt niend. Era nell’aria questa settimana, c’era un’urgenza forse che era già la mia, e tra e nei blog.

Diamo la colpa a Iome, se la prenderà tutta, immagino, se con la scusa di spolverarla, ho tirato giù dallo scaffale la mia miserrima vita etica e morale, un po’ scolastica, giovanile, e ora son qui, di nuovo domenica, tra i libri di Terenzio, Platone, c’è un Tacito che appare, Euripide in disparte, il Principe con la sua luce negli occhi, il mio trittico d’acciaio, l’inossidabile CiceroDanteNicolò. E confesso, ci arrivo e ci spolvero Leopardi e Manzoni.

Etica e morale. Prenderei a piene mani da qui.
Per non scocciare il gioco e i giocatori col “solito” Pasolini. Mi tocca scegliere.

Scegliere.
Scegliere chi essere, come, quando.

Oggi scelgo, pallosa come so essere solo io, la giovane pessima studentessa di lettere classiche che fui; scusate il cliché. Dunque scelgo lui, antipatico parecchio, “il piangina” come lo definì la mia amata insegnante di italiano del liceo, ma uno che basta lui, a dire tutto.

La citazione intera è questa e proviene dal De officiis
“Ora, quando noi cerchiamo che cosa sia il decoro, dobbiamo abbracciare con la mente tutte queste considerazioni; ma in primo luogo dobbiamo stabilire chi e quali vogliamo essere, e qual genere di vita vogliamo seguire deliberazione questa che è la più difficile fra tutte. Perché, entrando nella giovinezza, quando più debole è la forza del raziocinio, ciascuno si sceglie quel modo di vivere di cui si è maggiormente invaghito; per cui si trova impigliato in un certo sistema di vita, prima ancora d’aver potuto giudicare qual sia il migliore”

Nel post-it di #ioleggoperché, una parte.

image

Annunci

20 pensieri su “La domenica di #ioleggoperché. Cita-un-libro 5

  1. Ho sempre provato una certa quale ritrosia, se non irritazione, per il Cicerone moralista, fustigatore dei costumi altrui. Se non bastassero altre ragioni, la storia di come è stata presentata la congiura di Catilina basterebbe di per sé. Ecco, lo ammetto, questa citazione, pur molto bella, per me esemplifica alcune delle ragioni per le quali la morale di Cicerone non sarà mai la mia. Perché la morale non è un teorema, e ciò che vogliamo essere si sceglie, in parte, ma in molta e altra parte arriva con la vita, alla quale bisogna adattarsi con duttilità, mantenendo il proprio nucleo originario, ma senza ottusa coerenza. Che è quello che, in ultima analisi, rimprovero appunto al Cicerone filosofo e a un certo modo pre-stoico (non senecano, però, per esempio) di declinare la morale.

    ps. Linkare da Iome nei commenti, mi raccomando, per essere in gara!

    1. Ho fatto scegliere la citazione bella alla studentessa di lettere pallosa che fui, infatti. Era un po’ ottusa e anche ottusamente coerente, quella; ancora non aveva scelto come essere (il chi sì) perché, appunto giovane. Chiedevo con tal stratagemma perdono in anticipo per aver tirato fuori, nel leggiadro gioco, il moralista Cicerone.
      Di cui amo la furbizia e l’uso della parola nelle orazioni, appunto (Pro Caelio e Pro Milone in testa). Ma non volevo addentrarmi nella letteratura latina.
      P.S. Ho messo il link a Iome da poco, complice una piacevole telefonata fiume tra il post e il link.

  2. dai clichè della gioventù, quelli che ti fan vedere tutto o bianco o nero, ci siamo passati tutti.
    fortunatamente, poi si cresce e si riconosce che il buon Cicero probabilmente aveva ragione in teoria, ma che la pratica è tutt’altra cosa.
    e dunque, appendiamo pure la citazione del disertissime romuli nepotum alla porta (che è un cliché, sì, ma che cliché!), poi chiudiamola e andiamo a vivere.

  3. Citazione alta, altissima. Cicerone É la morale. O tempora, o mores. Poi, pensato oggi, a doversi declinare, lui pure, le infinite sfumature di grigio, Sarebbe stato interessante vederlo. Ma non si può pensare la morale senza Cicero, quello no.

  4. Citazione meravigliosa, ed alquanto moderna, se mi permettete di esprimermi, voi classiciste ed io scientifico/tecnico. Il che mi conferma che, in sostanza, siamo sempre gli stessi da sempre, quando viviamo in società organizzate, e non nei boschi dello Yukon.
    Nella citazione mi ci vedo, e ci vedo molti che ho conosciuto, ecco !

    Anonimo SQ

  5. ‘Perché, entrando nella giovinezza, quando più debole è la forza del raziocinio, ciascuno si sceglie quel modo di vivere di cui si è maggiormente invaghito’ questa riflessione mi somiglia, anche per me in parte è stato così, inutile negarlo. Poi, crescendo, ‘rafforzando’ il raziocinio, ho imparato ad essere un po’ più elastica e perfino indulgente con me stessa.

Parliamone...

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...