Non fatemi pressione

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(Se gentilmente le ditte ci incappassero, sarò lieta di fornire il mio IBAN)

Hai presente la Lagostina, non per far réclame alla famosa marca di pentole, ma proprio quella.
Quella che hai voluto a tutti i costi, si dimezzano i tempi, si cuoce meglio. Ci hai pure litigato con mammà, tu la solita petulante, che a caval donato magari in bocca, no, ma sì, si scassano le palle.

Non l’ho quasi mai usata. Io ho paura della pentola a pressione. Peraltro non è l’unico elettrodomestico di cui ho paura, temo discretamente anche il forno a microonde – che ho regalato-, la caldaia, la centogradi, l’accendigas. Ma la regina delle fobie è lei, la pentola con tutte quelle valvole, almeno tre, che ad ogni tentativo, ripasso in rassegna come Cesare con i superstiti tra i suoi soldati davanti alla battaglia decisiva.
Ora, la mia pentola a pressione non fischia. Ci ho provato, eh, col ricettario “a dieci minuti dal fischio, tre minuti dopo il fischio”. Non fischia. E sbarbotta aria dalla qualunque valvola.
Così un paio di volte, preda di chissà quale temuta catastrofe, spengo, sfiato, sono pronta a giurare che non si riaprisse.

Qui parte il complottismo familiare “è normale” “ah boh” “ah no sarà rotta” “uh, pericolo” “sei scema te”.
Pur propendendo nettamente per la sesta ipotesi, “Eureka” Chiedo ancora no? Al Durocome vivo in una congrega di comarelle cuciniere. Una dopo l’altra, la risposta “no, io non la uso” “ah no, io ne ho paura”. Un esercito.

Ma io stasera volevo la zuppa di mele e sedano, il piatto di questo ottobre maldestro, ed era una questione di puntiglio. Ho fatto così

Pelato, detorsolato e fatto a tocchi due golden (delicious, non retriever)
Lavato e rondellato due gambi di sedano bianco
Inserito le verdure in un litro e mezzo di brodo vegetale homemade dell’altro giorno
Condito con curcuma e pepe, un zichinin a piacere.

Il tutto nella pentola a pressione. Ho alzato il fuoco.
Ci ho pensato bene. Troppo. Ho tolto dal fuoco, alzato la valvola (tanto per far scena) tolto il coperchio, e rimesso sul fuoco normalmente.
Quando (quando???) il tutto è cotto, un cucchiaio di maizena per addensare, frullate col mixer a immersione e vualà, fanchiul a la pression, bonn aptìt

30 pensieri su “Non fatemi pressione

  1. La faccio simile, anche io senza pressione. La maizena non serve, poco sana, tanto addensa uguale. Molto buona, sulla stessa linea, sedano rapa e topinambur. Sempre senza pressione, sempre senza addensanti. Prova!

  2. Ok, ho capito. Sei contraria alla pentola a pressione, come un Boldi qualsiasi 🙂
    Con la mia prima ho pitturato i muri della cucina, dopo l’intervento della valvola di sicurezza. La seconda mi da soddisfazione da vent’anni…

      1. E chi se lo ricorda? Ma la ragione unica dell’esplosione è stata l’otturazione della valvola principale. Non era ben congegnata. Quella che ho ora è fatta bene, funziona da dio, anche se qualcosa mi dice che sarebbe ora di sostituirla…

    1. Perché è ridondante in questo piatto, la mela è un addensante di per sé, non c’è bisogno di altro, né patata (anch’essa non sanissima, come alimento, peraltro) né ridondanti farine.

      1. stasera la faccio. quanto alla patata non sto trovando nulla su gugol rispetto al suo essere non sana; non la amo e la mangio poco, ma sai che di questi tempi c’è sempre più da aver paura a mangiare, chè qualsiasi cosa sembra fare male.

        1. Le patate sono un tubero molto zuccherino e la loro metabolizzazione richiede parecchia insulina (da figlia di diabetico mellito sono abbastanza attenta agli aspetti nutrizionali, pur non soffrendone, pare, o non ancora, sono ovviamente soggetto a rischio); per questo è meglio mangiarle con moderazione e in incrocio con cibi che non siano altrettanto complessi da metabolizzare (per esempio no con pasta, no con legumi etc). Per le stesse ragioni ometterle da quelle preparazioni in cui sono ridondanti è un buon modo per non appesantire l’organismo nella digestione (considerando anche che in inverno le zuppe si mangiano più volentieri di sera) con un ingrediente inutile rispetto alla resa del piatto.
          Da questo punto di vista, come dicevo, la mela è addensante naturale (io ho sostituito la classica patata addensante di molte vellutate appunto con mezza mela o una intera a seconda delle quantità), dunque sia la maizena sia la patata non fanno che aggiungere, sia pure in modica quantità, carboidrati complessi là dove non se ne sente necessità né al gusto né alla consistenza.
          Si tratta di accorgimenti banali ma che alla lunga della settimana ti ripagano in leggerezza e non affaticamento digestivo senza togliere un milligrammo al piacere della ricetta eseguita.

          1. Sì le patate hanno un indice glicemico tra i più alti. Per cui le attenzioni che descrivi sono da un po’ anche le mie fatto salvo il momento in cui, poiché le adoro, decido di mangiarle con soddisfazione; una volta sola ogni tanto, ma goduriosamente fritte.

            1. Le mie preferite sono arrosto e anche io quando le mangio (nulla fa male, basta saper mangiare) le preferisco come pietanza, magari in un veg-day, abbinate a funghi o crucifere, che, in virtù del tasso glicemico bassissimo, ben si sposano con le patate. Un bel piatto di patate stufate con funghi o con verze, con un bell’aglietto a trifolare, per esempio, dà enormi soddisfazioni sia in termini di gusto sia di equilibrio dei nutrienti.

          1. Io mangio la zuppa calda ogni sera di inverno, praticamente, e molte di queste si possono fare puramente e semplicemente senza condimenti. Tra le mie preferite: zucca, carota, mela e zenzero; cavolfiore porri e curry; sedano rapa/cavolfiore e topinambur; broccoli e cipollotto con aglio. Il procedimento di base è sempre lo stesso: fare stufare con pochissima acqua la parte cipollosa e, se del caso, agliacea, quando morbidi e imbionditi naturalmente, senza altro condimento, aggiungere la verdura. Aggiungere acqua a coprire. Far andare fino a che non riprende il bollore, poi abbassare. Quando morbido, frullare con immersione (eventualmente lasciando a parte qualche pezzo di verdura non frullata, io lo faccio per cavolo e broccolo, non per la zucca), rimettere sul fuoco per dieci minuti. A seconda del tipo di zuppa salo (poco) all’origine (per le crucifere in genere, trovo stia meglio) oppure solo nel piatto (zucca).
            Alternativa coi legumi: tra le mie preferite, cannellini bianchi e funghi o cavolo nero. In quel caso faccio ammollare i fagioli per dodici ore, poi metto a cuocere per due ore almeno con una cipolletta, un po’ d’aglio, un goccio di pomodoro fatto da me e salvia. Ovviamente senza sale, se no il legume indurisce. Poi a parte cuocio con il solito metodo dello stufato o il cavolo nero o i funghi (il primo con aglio e cipolla, i secondi con solo aglio) e mescolo alla fine lasciando andare per una decina di minuti). Il sale lo metto nella verdura di accompagnamento e/o nel piatto. Ovviamente però mentre nel primo caso la zuppa di verdura può essere prima portata, quasi antipasto, in questo secondo caso diventa piatto unico, al quale abbino un po’ di insalata semplice o al massimo una piccola porzione di altra zuppa calda (lasciando quella di fagioli molto densa) e sto attenta a non mangiarci insieme nessun altro tipo di carboidrato o proteina.

            1. Son due settimane che la mia alimentazione si è convertita alla zuppa serale e son già a corto di fantasia (e devo evitare un eccessivo consumo di leguminose, pur piacendomi). E da tre giorni sono alla ricerca del cavolo nero, poco diffuso qui. Grazie delle idee, ovviamente. Credo che con il procedere dell’abitudine mi si sbizzarrirà progressivamente anche la fantasia.

  3. Spezzo una lancia per la pentola a pressione. IO LA USO SEMPRE. Ho cominciato coi legumi (mezz’ora dal fischio), son passata alle carni (spezzatino, stufati), ho continuato con le verdure. Sì, lo so che le verdure non richiedono molto tempo, ma quando hai fretta in 5 minuti esatti riesci a cuocere tutto. Io ne ho una pure al mare…Sulle zuppe, purtroppo la prole non ama…

      1. Controllare che funzioni la valvola…e provare. Per me è veramente insostituibile. L’unica cosa che non cucino lì sono le lenticchie perché ho paura che tappino la valvola. Controlla il libretto di istruzioni e comincia con le patate lesse…il risparmio di tempo è tale che n vale la pena

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