Insubre e salubre

In poche settimane l’attesa di un tempo per riposare e lavorare, insieme, che è già una contraddizione di per sé, ma fattibile, fatta di compiti, penne rosse, tisane, finestre, cose color arancio.

Poi succede qualcosa (di bello e inaspettato, e va bene) e niente riposo e quasi niente lavoro; il quasi è solo compiti e penna rossa, fattibile, fatto senza tisane, finestre, cose color meno calma.

Da quando lei non c’è più, vedere arrivare gli altri e parlarsi è semplicemente più importante.

Il resto è un vivere insubre e poco più che salubre, attraversare confini, dichiarare dogane, ascoltare storie altrui.

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7 pensieri su “Insubre e salubre

    1. No, in realtà no. È un periodo di consapevolezza, di aggiustamenti, di lasciti importanti (se è vero che chi ci lascia non lo fa completamente). E di dintorni, perché non sempre la bellezza è lontana. So di avere la scrittura “triste”; rimediamo percorrendo presto la strada comoda che ho scoperto, ti va?

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