Con quella faccia un po’ così

Assonnata la faccia mentre salivo in auto di amici che chiesero vieni con noi da un’amica? Per la proprietà sacra e transitiva e antipigrizia del “les amis des amis sont tous mes amis” che, sentite bene, è un franco meneghino, salivo in auto sull’autostrada più bella d’Italia priva di traffico e di autogrill e all’uscita dal Turchino che nessuno mai spianò  la nebbia Piemonte diventa ligure sole.
E vento. Tra Ovada e Masone.
E l’amica da raggiungere è una donna splendida che si occupa di una cosa bellissima, la casa dei cantautori, in via del Campo. Cioé mica una Genova a caso.
Che io poi la conoscessi già questa città ma camminarla insieme a chi te la racconta parola di Faber dopo parola di Faber sotto una sua chitarra, anche, è stata tutta un’altra storia.
Camminare Genova tra le sue scritte sui muri, con chi lavora in libreria davanti al mare, chi lavora sull’ascensore di Renzo Piano, chi in un bugigattolo dove formano dei superlativi cioccolatini, con chi lavora a che il centro storico non venga abbandonato del tutto all’illegalità, con chi cucina il merluzzo fritto secondo tradizione ma ha gli occhi a mandorla.
Camminare fino a calpestare e capire per la prima volta davvero com’è acciottolato un creusa de ma’, camminare fino alle sinestesie di campopisano.

Con quella faccia un po’ così e un vestitino nuovo comprato lì (ah, i ricorsi; anche un’altra volta accadde di restare attaccata a una vetrina di vicolo e tornare con un pomeriggio di Genova vestito addosso), quell’espressione un po’ così, la professoressa roceresale se ne è tornata a scuola seminando complimenti per quanto è carina ultimamente coi vestitini della befana e un ciuffo di mare tra i capelli.

Nemmeno poi parlassero di me.

Ps. Pare che su Rai1 alle 11.00 del 23 gennaio la tivù abbia a mostrare un po’ del cuore di questo post.

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15 pensieri su “Con quella faccia un po’ così

  1. Genova mi piace molto. Quel suo caotico andare su e giù mi sbalirdisce abituato come sono alla mia piatta città.
    C’è un posto dove si può studiare il franco-meneghino?

  2. All’amico scrittore dedicai un mio saggio, una volta, che faceva così: “Un grazie infine all’Amico Scrittore, come sempre paziente lettore del dattiloscritto – e inventore di una Genova, reale e romanzesca, che è anche un po’ mia”. C’è da aggiungere altro?! 🙂

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