Sfilacciare

Si sta sfilacciando.
Il blog, il bisogno di narrare.
Uno dei matrimoni che mai avrei pensato fragile. Ma che ne so io, forse lo sono per definizione.
Si sfilacciano un po’ le cose, penso a colazione, girando il miele nello yogurt e l’antibiotico, pure.
L’avete mai sentita quella che la colazione è il pasto più importante della giornata?

O avete una colazione indimenticabile? Io sì. Di cui restano tracce sfilacciate e bellissime, nella memoria.
Quando uscii dalla tenda di quell’incredibile campeggio in cui le francesine si snudavano i tedeschi si ubriacavano e tutti e dico tutti tende teen ager e motorini facevano notte a ballare con la musica a palla. Quando uscii dalla tenda di prima mattina, nel silenzio assoluto delle francesine nude, dei tedeschi che smaltivano la sbornia e andai a colazione.
Un locale disadorno, un self service, l’abusato yogurt denso col miele, io da sola col ragazzo della colazione, il mare di quella spiaggia nera, famosa, e una musica solenne.
Solenne uguale a quel silenzio e alla beata solitudo di cui evidentemente facevo esercizio già allora. Fu un attimo chiedere al ragazzo della colazione che musica fosse, lui a scrivermi il nome su un biglietto che sarebbe entrato in un negozio di dischi ad Atene per uscirne una musicassetta. Secondo me ce l’ho ancora. E la musicassetta, e il bigliettino, pure.

La mia prima colazione indimenticabile, la seconda fu un’altra ma quasi non me la ricordo più.
Era il 1993 e sì, facevo parte degli italiani partiti tutti di corsa tutti quanti per il Mess, per le isole greche. Spostati dal film di Salvatores.
Che poté a lungo e più di qualsiasi spottone turistico a venire di cupole blu, casine blu.

Che l’arte muove di più, messaggio ottimistico della colazione.
Come quando mi è stato chiesto “come facciamo a far venire gente al Durocome” e ho sentito spottoni turistici, quasi.
Quando basterebbe l’arte. O insegnare ad arte.

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16 pensieri su “Sfilacciare

  1. Eh no, cara mia, non penserai mica di sparirmi chè questo sembra un po’ uno di quei momenti in cui si preannunciano cose che gironzolano nella testa tra un puntino di sospensione e l’altro. E io qui a chiedermi quale sia la mia colazione indimenticabile e a dirmi che non ce l’ho, che forse deve ancora venire…

  2. Tu pensa che ho lasciato pubblico un post in bozza tipo per una settimana senza accorgermene. Altro che sfilacciamenti, sciatteria allo stato puro. Ci vediamo presto!!

  3. beh no, solenne non direi, bella certamente sì, senza troppa grecità tuttavia, ma forse all’autore …ad Hadjidakis non importava proprio, mica era Theodorakis lui (te lo devi indagare – Mauro – ‘sto eventuale rapporto fra i due). Ma forse in quel contesto (descritto anche da Bisio in Rapput) tra francesine e tedeschi solenne lo potè sembrare 🙂

  4. A volte ci si sfilaccia. E’ questione di umori e di amori. O della loro assenza.
    Comunque con Salvatores in Messico si partiva al film dopo, e nel ’93 Mediterraneo era “incontornabile”.

      1. “Incontornabile ” è un brutto francesismo ma l’idea a monte è simpatica. Si riferisce a qualcosa che è così centrale che non ci puoi passare attorno per evitarlo. E così era il film Mediterraneo all’epoca, così centrale nelle battute e negli stati d’animo dei giovani di allora che, semplicemente, non potevi restarne fuori.

  5. Se scriviamo per motivi diversi dalla fama e scriviamo per motivi diversi, è possibile, ancorché probabile che quella fame che ci ha portato un giorno a raccontarci, venga altrove saziata. Personalmente voglio credere che almeno il blog sia in mano mia e come si è sfilacciato, volendo potrei sistemare la cosa. E di fronte a tanta impotenza altrove questa consapevolezza consola. Poi nel quotidiano dispiace e capisco la sensazione. Comunque sei qui, sfilacciata ma qui. E buona domenica 😉

    1. oh no no, non sono io ad essere sfilacciata, anzi, so di avere la scrittura più triste di quanto non lo sia la produttrice; però il racconto della colazione (e della musica che me la ricorderà per sempre) tradisce l’assunto ed ecco che rinarro. Solo con meno costanza.
      e siamo già al buon mercoledì! 😉

  6. Gli sfilacciamenti ci saranno sempre e in momenti e momenti torneranno a riordinarsi oppure ad intrecciarsi ancora più. E forse poi sono pure i tempi che questi sfilacciamenti ce li rendono opprimenti, ma poi con un po’ d’arte e di musica ad hoc o un bel quadro vero o un vero paesaggio in forma di quadro, quegli sfilacci si allentano un po’.

    1. Mi sto augurando che gli sfilacciamenti più pericolosi (che non sono proprio miei miei) si rigenerino in nuove trame. O in quelle vecchie, pure. Per i miei, di sfilacci, basta anche una bella foto sul tuo blog o una passeggiata a lago. Sono contentabile.

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