O document

Credo che poche persone esterne alla scuola sappiano in cosa davvero consiste il flagello del “documento del 15 maggio” ovvero quel faldone di informazioni sulle classi quinte da approntare con la storia scolastica della classe, la presentazione e le singole parti di ogni docente e disciplina.
Un modello che ogni scuola ha in certo qual modo codificato; scuola che vai grafica del modello che trovi.
Dove per grafica si intende il testo giustificato questo sconosciuto, l’impaginazione omogena su Rai 3 a chi l’ha visto e cose buone di pessimo gusto.
Un modello che nel 2016 con il registro elettronico, se fossimo furbi a pagare quelli migliori e ad usare comunque bene quelli così cosà, comporterebbe fatica di meno. Un documento che si smazzano i coordinatori delle classi quinte e i colleghi te lo mandano via e-mail e poi “fai tu vero l’assemblamento?”.
Cavoli, certo, 15 maggio su coraggio.
Questa la premessa.
Quest’anno ho condiviso una cartella su Drive. Ho spiegato come si fa, mandato l’invito, aspettato la prima protesta, puntuale “perché imparare una cosa nuova così ora alla fine dell’anno?”. Certo facciamo l’anno prossimo. Così imparo.
Gli altri nicchiano, la cartella è vuota.
Stamattina l’apoteosi. Il collega della materia quella che se ne dovrebbe fare a meno di averla, la materia e pure il collega, mi avvicina e dice ” senti io sono molto imbranato con la tecnologia non ho un account gmail quindi non riesco quindi te lo mando via email il documento”
Quindi vaaaa beeeeene.
Apro la mail che non contiene alcun file allegato.
Perché lui il documento lui lo ha scritto direttamente nel corpus del messaggio.

Io non posso vivere incazzata, gente, vi è rimasto un zichinin di napalm in cantina?

Damme o document; damme o document o document tu me l’ à dà…

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21 pensieri su “O document

  1. Questo è il risultato degli “arresti domiciliari” cui sono sottoposti i docenti, con l’allungamento dell’età pensionabile. A meno che non si tratti di colleghi giovani e imbranati ugualmente. In ogni caso stressati, ché il burnout è dietro l’angolo per tutti. 😦
    Coraggio. Quest’anno non mi tocca ma per esperienza so che è un lavoro ingrato e per nulla retribuito. Ma noi siamo quelli dei tre mesi di vacanza, no?

    1. Quelli. Sì, in questo preciso caso è la cosiddetta “vecchia guardia”. Però non li giustifica. Nella mia provincia c’è una capillare formazione su ogni cosa. La poca curiosità in un docente non riesco a vederla legata all’età ma all’indole. E tale indole per sto mestiere bene non va. Quest’anno ne avrei bisogno, di tre mesi…

  2. Io francamente non vedo tutta questa differenza tra inviare per mail e google drive (che, specifico, so usare e uso con almeno una dozzina differente di persone e un paio di gruppi). Io l’ho fatto l’anno scorso, non ero coordinatore, non l’ho fatto da sola, ed è stata una delle esperienze di condivisione tra docenti più belle della mia vita scolastica. Ma immagino ci voglia culo… 🙂

    1. Immagino tu veda però la differenza tra inviare file con mail e non avere nemmeno il file. Su Google Drive sai meglio di me che almeno la parte generale può essere controllata insieme; invece di farla da sola e riscriverla 17 volte dopo aver dovuto mostrare loro o varianti cartacee o aver avuto un certo avantendré di mail da sfinimento. Per cui un zichinin di differenza l’ho notata. Su esperienze di condivisione taccio che è meglio. Avute, belle ma trasversali con docenti di altre province di altre scuole. 😉

      1. Io trovo però che controllarla da file singoli, specie in un documento come quello, sia più utile dal punto di vista dell’attenzione filologica nella rilettura etc etc. Mi costringe a metterci la testa dentro in maniera differente, e a riconsiderare tutto. Poi la parte generale l’ho editata io, ed ero molto contenta di editarla io, perché una volta stabiliti i contenuti non credo, mia pecca, nella condivisione della correzione delle bozze. Nel corpo del mail va da sé che non si può vedere…

        1. Aggiornamenti: che ne dici di collega che invia file che ha il nome di un’altra collega? Insomma come se aspettassi un file da te e invece di ricevere un povna.doc ricevessi un scovolino.doc? Ma cambia almeno il nome, Barabba.

  3. Insegnanti così però nel 2016 non dovrebbero più esserci. Ci vorrebbe l’abilitazione informatica obbligatoria. Io almeno la penso così. Ogni volta che ricevo un documento non formattato correttamente mi infastidisco a dismisura.

    1. Ci sono. E sono i più. In questi giorni ho scoperto con molte perplessità che non possiedono files dei loro compiti. Ovvero li preparano sui PC della scuola e poi li cancellano. Brrrrrrr

  4. Certo che “Documento del 15 maggio” ha un titolo dal sapore epico, sembra il manifesto di una fazione ribelle del periodo romantico. Perché non perda poesia, la massima tecnologia concessa dovrebbe essere il ciclostile, altro che google drive!

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