Chi è roceresale

Roceresale, per meglio dire “roce r’ sal” è una di quelle meravigliose espressioni intraducibili che accadono solo in dialetto. Me lo si è detto spesso che non sono roce r’sal, che non sono “malleabile”.

Sono stata già molte cose, qua. Ho conosciuto persone che ad ogni cambiamento di vita si fanno un tatuaggio sulla pelle. Io cambio nome e mi basta.

Della gattaGennara resta che  “non fa buchi nell’acqua, è specialistica, traversava l’oceano e l’ha fatto nel ghiaccio. Si chiama così perchè ogni gatta ha il suo gennaio. Ha un certo dialettico rapporto con il narratore onnisciente che le mette le foto al contrario e la manda a scuola sempre con qualche minuto di ritardo perché è al mattino che le fa fare le prove con la bellezza del mondo. La gattaGennara ha vissuto prima con il fuso del minnesota ma due fusi son troppi e ora non fa le fusa in viadellago, un posto di confine tra il colore e il disordine”

 

Di roceresale c’è lo sguardo, non molto dolce di sale, su ciò che resta. Da vivere.

33 pensieri su “Chi è roceresale

  1. Beh… se è vero che “le parole chiamano”, l’importante è saperle ascoltare… quindi son contento che tu sia sbarcata da me!

  2. carissima Gatta, se mi posso permettere dovresti scriverlo così:
    roce ‘e sale o doce ‘e sale
    è un manifesto bellissimo, un grido di battaglia e di consapevolezza, sto nome
    e concordo che ti si addice, da quel poco che so, 🙂

    1. È che la mia nonna me lo diceva sempre che non ero roce r’ sale. E non lo sarò mai. Bella la tua definizione. La grafia è quella che riproduce l’irpino montanaro (il tuo è napoletano, giusto?)

  3. E io qui ci torno dopo un lungo viaggio nel futuro.
    Giusto nove mesi per rinascere laddove tutto viene messo a ferro e fuoco.
    Se la moka è da tre un cafferrino ci sta anche per me?
    Easy di ritrovarti gatta.

      1. Di bene in meglio, mia cara.
        Sarei propenso a credere di essere tratto dalla novella di Fitzgerald e di rivivere il curioso caso di Benjamin Britten.
        Leggendo dalla cronaca del quotidiano locale:
        ” A gennaio svuotava la scrivania, accarezzando sogni di trekking tibetano, a settembre l’ hanno sorpreso che faceva nuovamente la punta alla matita “.
        ” Allora sei malato! ” mormorano gli amici.
        Sfigatto, gatta, lo confesso a te sola.
        Alla prochaine fois non vorrei doverti dichiarare la comparsa dell’acne.
        Anche per me è un plaid di piacere ritrovarti.

        Easy

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