l’illuminazione (sulla via di Duluth), più che altro una scossa.

Il mio primo albero di Natale, dopo otto anni in questa casa.

L’atmosfera era giusta, ieri. Nelle casse Bob Dylan, insieme a Joan Baez nel 1964. Quella voce inimitabile del menestrello di Duluth. Così con il filo delle lucine cinesi in mano mi accorgo che oggi non c’è neve ma ce n’era tanta, sulla strada per Duluth. Una strada bellissima, guidata bene. La neve.


E mentre sto sulla strada per Duluth infilo le lucine nella spina e perchèdiamineogginon vannocheieriinvecesì. E le tiro, e le smanazzo  (with God on our side) E mentre sto sulla strada per Duluth, in due secondi ieri ho visto le lucine cinesi che schizzavano sul pavimento. E io ferma, con una mano ferma, pulsante. Un attimo a capire che ho preso la scossa. Tutta la sera col dito rigido e i brividi. E con Silvestro che poi controlla che c’è un filo scoperto tra le lucine e dice ma tudevistareattenta, tu.

Oggi, ho cambiato le lucine, le ho comprate nuove, con campanelle e fiocchi rossi. Oggi dopo l’illuminazione (con me servono sempre le maniere un po’ forti) sulla strada per Duluth, cambio anche strada. Il lago odora di neve e le Alpi Piemontesi hanno voglia di ricevere, come me.

(inin)fluent english

Riassunto delle puntate precedenti: a causa del suo inglese inadempiente, durante i suoi due precedenti soggiorni nel Minnesota, la nostra Liz aveva avuto pochi contatti con i locali. Degno di nota solo il ragazzone che le aveva messo un tovagliolo bianco della colazione davanti agli occhi per mostrarle cosa avrebbe visto al nord, “Ely in Winter”, un po’ risentito, of course, del fatto che non trovavo così divertente la sua idea alternativa di fare 5 ore di auto con un audiobook per andare a vedere le teste scolpite nella roccia in South Dakota (o North? boh).

Oggi: l’inglese inutile ma non timido della nostra protagonista la fa lanciare in improbabili conversazioni con improbabili personaggi. La parrucchiera di Dinkytown è ormai mia amica, le scrivo le mails per ringraziarla di tutte le indicazioni post-turistiche datemi (incluso il nome della birra che avrei dovuto assaggiare). L’autista del bus sorride calma quando le chiedo – è pericolosa quella enorme densissima nube nera che si è formata in soli 4 minuti e ora staziona proprio qua dove devo scendere io? – oh yes, storm!- storm or tornado? – oh, yes maybe tornado. Stica (trad. this dicks! )

ps. tralascio il fatto che ormai capisco quasi alla perfezione le vecchie puntate di Friends e quasi molto del David Letterman Show e questa è la cosa che mi rende più felice. Ah ah ah.