Mettiti in moto

Dai, mettiti in moto, è il 21 solstizio anzi no equinozio. Infatti le notti non sono eque affatto. Terminano in fretta.

Ho preso male il rientro a scuola, forse perché pensavo di non doverlo fare, forse perché era palese che in alto ne avrebbero fatto poi a meno del mio ritorno, forse perché il caos che regna all’istituto durocome mi opprime, forse perché della fatal quiete sono inquieta.

Dai, mettiti in moto, la quarta, la nuova terza, la prima più numerosa. Dai, prof, alla prima settimana già una defaillance alla prima ora, cattivo esempio che sei, nel caos. Però la prima settimana, versione in terza, versione in quarta, ingresso di logica in prima e Ventodi(sup)ponente, sempre più carino sempre meno in vena di studiare chiede se a questo ritmo coi voti a metà novembre possiamo stare già tutti a casa. Mettiti in moto, bellezza, anche tu.

Dai, mettiti in moto. L’ho goduta fino all’ultimo secondo sta estate sorniona, fino all’ultimo mercoledì.

Mi sono messa in moto, la moto si sa rende liberi, imparare a liberare bene il mercoledì è un’arte. Mi son messa in moto per raggiungere le mete dell’Italia che io chiamo minore e minore non è. Regala scorci di grande bellezza.
A me dona sognare di vivere ovunque, col lago negli occhi. Che è uno dei due sogni che posso anche da sveglia. L’altro…ah l’altro…

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22 pensieri su “Mettiti in moto

  1. L’idea di arrivare in ritardo alla prima ora mi mette ansia fin da ora (forse è per questo che mi è capitato, per mia colpa e non del treno – io programmo di arrivare a scuola 35 minuti prima del suono della campana – una sola volta in 13 anni, che non è male).
    Le tue immagini sono bellissime. L’inquietudine un po’ meno, mi spiace. Alle prime numerose noi tecnici facemmo l’abitudine anni fa: non te la prendere, te lo dico per esperienza, nessuno le dà apposta, ci si perderebbe troppo tempo. E poi i primini numerosi, di solito, sono carini! Buon inizio, cara. E buone fughe.

    1. Oh ‘pov ti giuro non lo faccio apposta, stavolta ci si è messa la sveglia a fare un ora presta, che se l’orologio si ferma nella notte già alla prima settimana, non voglio non voglio essere superstiziosa ma.
      A mia non discolpa dico che il mattino ha l’oro in bocca (ma a me viene con la stessa faccia di gec nicolson). Più che inquieta, oppressa, l’istituto all’inizio va nella solita direzione, quella del tutti i cavoli loro, privilegi e quieto vivere a go-go.
      Primini deliziosi, vero ma pure deliziosamente digiuni di grammatica italiana, mi son già messa in moto sì. Bacio.

  2. Tesoro, ti immagini se penso che tu lo faccia apposta!? (Anche perché, se ci pensi, sarebbe grave…). Riflettevo sul fatto che io, appunto per mia costituzione, temo Bianconiglio ma non sono in ritardo, come da definizione (ognuno ha le sue ansie, si può dire!).
    Io ti confesso che, stufa di essere chiamata a fare Wolf, talvolta lo vorrei. Poi però so che non è vero, perché non sopravviverei senza un progressivo avanzamento professionale. Forza e coraggio, che la grammatica sia con te!

  3. Primini e grammatica, ritardi e malinconie. Per me non è stata una buona estate, per la verità né buona né cattiva quest’anno, l’anno scorso era stata cattiva, l’anno prossimo dunque sarà buona 🙂 l’autunno quest’anno é il benvenuto…

  4. ” Della fatal quiete, inquieta “.

    Tanto m’è piaciuto da elevarlo a verso, se concedi.
    Intriso di foscoliane atmosfere, è invocazione di pace fra smagliature d’ inquietudine.
    Lo puoi prendere così come suona e isolarne la palpitante bellezza.
    Oppure, ti confesso che non ho saputo resistere, aderire all’ invito.
    La suggestione di una voce che richiama al viaggio.
    Lasciati condurre sulle rive silenziose del lago e consegna il verso all’ onda minuta, la più piccola fra quelle che osano appena lambire i ciottoli bianchi.
    Suonerà più dolce ancora, nella quiete della sera.

    Che sia davvero easy la tua settimana, l’augurio di Easy.

  5. Dura la ripresa, dura. Mi lamento più della cronica disorganizzazione scolastica che del lavoro in sé. Anch’io alle prese con la grammatica.
    Splendide foto! Come le hai condivise? Noto che si avvicendano. E’ una funzione di WP?

    Hai cambiato il nome?

    1. Uh, che bello quante domande. Sì, ho cambiato il nome ma non so se me ne sono già pentita. Per le foto ho usato funzione wp “crea galleria” spuntando nel menu a cascata (non immediato, va ammesso) la dicitura “slideshow”. Anche io, a leggermi, lamento il caos e non certo mettermi di buzzo buono coi ragazzi, proprio in sintonia con te.

  6. Capisco tu insegni lettere, non scienze: ma ci tengo a precisare, l’autunno (astronomico) comincia con l’equinozio il 23 di settembre, ora + ora meno. Quest’anno credo cascasse alle 20.44(ora universale di Greenwich, da noi 22.44) del 22, in verità, ma dobbiamo contare che l’altr’anno era bisestile. Sono le altre stagioni che cominciano il 20 o il 21 (a seconda dell’anno) dicembre, marzo e giugno.
    Ecco GG: l’estate (da noi boreali) dura di più, dell’inverno. Una cosa bella, no ?

    Anonimo SQ

    PS: per i meteorologi le stagioni cominciano in giorni diversi (credo il primo del mese di giugno, settembre, dicembre e marzo).

      1. Perdonami, GG, ma quella del 23/9 è una delle mie angosce esistenziali.
        Quando gli italiani tutti (ma prima quelli “colti”) accetteranno l’eccezione del 23/9, allora l’ Italia sarà (se mai sarà) un paese “normale”. Siamo sempre fermi a Galileo/Bellarmino, purtroppo. E$ per qualche secolo ancora, temo, malgrado si spenda quel che si spende (comunque tanto per i risultati ottenuti) in formazione.
        Per rivaleggiare con Tremonti, copn la metrica non si vive, con le leggi di Maxwell sì.

        Anonimo SQ

        1. Ti perdono.
          Salvo restando il fatto che se avessi io saputo dirigere le mie angosce esistenziali verso cose affermate da Tremonti, non so. Ecco, non so se. 😉

  7. Non so perché ma quest’anno faccio fatica anch’io a mettermi in moto. Per dire, non sempre il cervello e la favella sono sincronizzati …
    Se tu insegni da 15 anni io da esattamente il doppio. Pensavo fosse questione di età ma forse no. O forse è la scuola che ci fa invecchiare più in fretta. Fatti due calcoli, se devo aspettare i 67 anni per andare in pensione, me ne sentirò 90. 😦

    Comunque sia, buon anno scolastico a te cara Gennara. In ritardo ma, come avrai capito, sono a scoppio ritardato anche nel leggere i post.

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